Nord

Al Nord Italia proprio non piace questo governo

Chi avrebbe mai detto che proprio il Nord Italia si sarebbe rivelato il vero nemico nascosto di Matteo Salvini, vicepremier e Ministro dell’Interno? La sua costante battaglia all’Unione Europea andrebbe proprio a infastidire gli imprenditori piccoli, medi e grandi del Nord che con nazioni quali Francia e Germania hanno tantissimi rapporti commerciali, messi a rischio dai toni inutilmente arroganti del Carroccio.

quando il nemico è in casa

Senza prese di posizione, è indubbio che la tattica politica di Matteo Salvini, leader della Lega, si sia rivelata di molto successo. Complice anche la crisi economica che ha messo in ginocchio il Paese, politiche inefficaci dei precedenti partiti molto distanti dalla popolazione, la crisi migratoria, il team del politico lombardo, già abile nelle orazioni demagogiche, ha inaspettatamente portato la Lega ad essere un partito protagonista in Italia, ad oggi stando ai sondaggi il primo partito preferito dagli Italiani.

Non più Nord, non più secessionismo e disprezzo per “tutto ciò che sta sotto il Po”: lo stesso Ministro usa toni molto diversi rispetto al passato, dimenticandosi e sperando che i più facciano lo stesso parole non certo amichevoli nei confronti di molte zone d’Italia. Ma tant’è, l’abilità sta anche in questo e a lui e tutto il suo team va riconosciuto il merito di aver saputo sfruttare al meglio i Social Network con grafiche spesso chiare e semplici, messaggi facili da comprendere e che riassumono, portandoli alla ribalta, i pensieri arrabbiati della popolazione italiana (che spesso si riassumono con ignoranza, ma è una visione semplicistica e per lo più non corrispondente alla realtà). Con tutte le conseguenze che ne derivano.

Tra i bersagli del Ministro più longevi, sua battaglia da praticamente sempre, c’è sicuramente l’Unione Europea, vista dagli italiani come una delle principali cause del declino non solo economico che l’Italia sta vivendo negli ultimi anni. Prima forte sostenitore dell’Italexit su modello inglese, Salvini ha poi improvvisamente cambiato tattica: punta cioè alla stessa cosa – e i fatti lo dimostrano chiaramente – ma senza dirlo esplicitamente. Con comportamenti come disertare le riunioni sulle politiche migratorie (compresa l’ultima del 22 Luglio) Salvini può continuare a incolpare l’Istituzione Europea di non aiutare l’Italia in questo ambito, senza però, di fatto, partecipare attivamente al cambiamento  delle politiche e di trattati fondamentali come quello di Dublino, che gioverebbe davvero al nostro Paese. Un isolamento sempre più evidente, che se piace a molti dei suoi elettori convinti così di avere un Paese più forte e indipendente, non va proprio giù ai più “antichi” sostenitori del partito: ovvero gli abitanti del Nord.

giù le mani dall’europa

Il Nord, e in particolare oggi Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, è da sempre la zona più ricca e produttiva del nostro Paese, e una delle più efficienti dell’Europa intera, insieme a Catalogna, Baviera e Inghilterra. E proprio gli imprenditori settentrionali cominciano ad essere insofferenti alle politiche infantili e ai toni arroganti che il Ministro tiene nei confronti dell’Unione Europea.

Germania, Francia e Spagna sono i 3 maggiori partner commerciali del Bel Paese, verso i quali le imprese del Nord esportano molti dei loro prodotti e acquistano risorse o a loro volta prodotti utili nel loro lavoro. Compromettere i rapporti con queste Nazioni significa mettere in seria difficoltà e in posizione scomoda le aziende dell’Italia del Nord. Uniamoci anche la questione delle Autonomie, che Salvini sembra aver ricordato solo ora a quasi due anni dal Referendum, e possiamo capire proprio dal Nord il leader del Carroccio dovrebbe guardarsi le spalle.

About the author

Michelle

View all posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.