Vini e vendemmie: quanto conta il clima

Una delle più importanti variabili, quando parliamo di coltivazione della vite è sicuramente il clima. Il nostro paese può dirsi fortunato: la zona climatica in cui è inserito corrisponde esattamente alla fascia del vino. Certamente ci sono zone dove i vini rossi si esaltano, altre in cui la temperatura alta costringe ad accorgimenti particolari quando lo si produce, ma sicuramente il nostro clima aiuta la maturazione della vite e dei grappoli. Far crescere i grappoli al punto giusto fino alla vendemmia è un processo faticoso, che richiede lavoro e soprattutto un aiuto fondamentale del clima. Esso influisce sull’annata in modo spettacolare. Tra i tanti fattori che influenzano la crescita della vite e dei suoi grappoli, la qualità degli acini e quindi del vino ci sono da tenere conto: il grado di illuminazione solare ricevuta, il livello di precipitazioni piovose, il grado di umidità e il vento. Dal momento che le uve crescono meglio nelle regioni poste a media latitudine, come le nostre, le temperature giocano un ruolo fondamentale, soprattuto durante i periodi freddi.

Vini italiani e il clima

I vini che crescono nelle zone temperate, più fresche, sono normalmente più acidi e meno alcolici che quelli prodotti nei climi più caldi, dove i sapori sono forse meno raffinati ma più corposi. Le mutazioni del clima e del tempo influenzano lo sviluppo della vite e dei grappoli durante tutto l’anno. Ad esempio, durante l’inverno, delle ondate di freddo polare, di autentiche ghiacciate, possono danneggiare severamente l’uva. Gli inverni devono essere freschi, perché la pianta deve in qualche modo rinascere, ma se ci sono troppe giornate con temperature inferiori allo zero si rischia grosso. Con temperature sotto i 15 gradi sotto zero la pianta è andata e c’è bisogno di particolari protezioni. Per questo motivo la fascia del vino contempla le zone a clima continentale e mediterraneo, mentre non arriva oltre un certo limite (e comunque anche a certe latitudini, con inverni freddi ed estati calde, sono necessarie delle precauzioni). Durante la primavera, quando iniziano a formarsi i frutti, le ghiacciate e le ondate di brina possono comportare dei danni non indifferenti. In questo periodo di crescita l’illuminazione solare è fondamentale: non ci dev’essere troppa nebbia, una volta arrivata la primavere c’è necessità di sole e di temperatura adeguata, la cui misura determinerà il tipo di uve raccolte. In Spagna, ad esempio, dove c’è molto caldo, la forte illuminazione solare produce vini da tavola molto corposi. In Italia i nostri vini rossi del nord, i grandi vini toscani, sono equilibrati, figli di un clima continentale che non disdegna il freddo, ma che regala sempre ampi sprazzi di bella stagione.

In Italia la grande abbondanza di viti e vigneti è dovuta al concorso tra bel clima, giusto livello di precipitazioni. La varietà è fornita dalla forma allungata del paese, che si estende lungo diversi paralleli di latitudine, fornendo sia vini forti, sia vini più leggeri, che conservano molti dei sapori delle terre da cui provengono. I grandi vini rossi italiani sono apprezzati in tutto il mondo per l’ampia diversificazione e il gusto, per il fatto di accompagnarsi bene a tavola, grazie a terreni di natura quasi sempre vulcanica, fertili, ricchi di sostanze nutrienti e all’assenza di vento che protegge le piante, soprattutto nei grandi vigneti piemontesi, veneti, toscani.

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Edoardo

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