Tuppersex: la vendita a domicilio di sexy toys

Tuppersex: la vendita a domicilio di sexy toys

Scordatevi le noiose riunioni a casa di vicine e amiche dove si comprano aspirapolvere, batterie di pentole o i famosi Tupperware, contenitori alimentari a chiusura ermetica.

Tuppersex: di cosa si tratta?

Oggi è arrivato “Tuppersex“, vendita a domicilio di sex toys e accessori vari per vivere appieno e in modo nuovo la sessualità. E’ un mercato in continua espansione che sta facendosi strada anche in Italia e le cui prime destinatarie, a sorpresa, sono le donne. Sono le signore, infatti, che acquista-no prodotti per se stesse, per il proprio uomo e per il rapporto di coppia: biancheria intima, creme stimolanti per le zone esogene e sex toys, appunto.

Non esiste un identikit della cliente tipo: Tuppersex coinvolge tanto le casalinghe quanto le donne in carriera, senza alcuna distinzione di età, classe sociale e istruzione. le clienti che acquistano toys a domicilio appartengono a tutte le fasce d’età. Le regioni italiane in cui il tuppersex è più diffuso sono Piemonte, Friuli, Lazio e Sicilia sono in crescita.

La Valigia Rossa

«Nelle riunioni si crea un rapporto di confidenza, di scoperta e di divertimento, che è ciò di cui le persone hanno bisogno», spiega Cristina Luzzi, direttrice italiana de La Valigia Rossa, azienda attiva nel nostro Paese dal 2010 che in sei anni ha raggiunto circa un milione di euro di Fatturato con una crescita annuale pari al 15-20 per cento. Un progetto che oggi può contare su 130 consulenti presenti in tutte le regioni, tranne il Molise: un piccolo esercito di donne di tutte le età, con una spiccata prevalenza di giovani, che non si limitano a organizzare le riunioni per la vendita dei prodotti, ma diventano consigliere delle donne che vi partecipano, aiutandole ad acquisire consapevolezza dell’importanza di vivere una sessualità appagante e del diritto al piacere. Niente a che vedere quindi con la torbida atmosfera che aleggia intorno ai tetri sexy shop tipici delle nostre periferie cittadine, con vetrine oscurate e accessi angusti.

Momenti privati

La strategicità del ruolo delle consulenti è sottolineato anche da Maria Moles, responsabile per l’Italia di Soft Paris, azienda francese che dal 2012 opera da noi con 70 collaboratrici, chiamate “ambasciatrici”. Sono loro, dopo un’adeguata formazione, a organizzare gli incontri, i cosiddetti “Soft Party“: «Grazie all’atmosfera di condivisione che si crea nel Soft Party, ogni cliente può esprimersi liberamente senza avere paura di
essere giudicata dalle altre, che si ritrovano comunque “sulla sua stessa barca”.

Alla fine della riunione, poi, tutte le partecipanti possono parlare da sole con l’ambasciatrice sia per avere consulenza privata sia per fare acquisti». E questo un buon modo di superare i tanti pregiudizi che insistono su questo mercato: «È ancora diffusa la sensazione che la sessualità sia qualcosa da nascondere e della quale non parlare con nessuno», dice Moles. «Nelle nostre riunioni, invece, noi suggeriamo di viverla in modo consapevole e con naturalezza: non c’è niente di cui vergognarsi e non c’è bisogno di essere volgari per discuterne».

I prodotti più venduti

Ma quali sono i prodotti che si vendono maggiormente durante le riunioni di “Tiippersex”? «Indubbiamente le palline geisha, la coppetta mestruale e i lubrificanti», spiega Luzzi. «Non solo: vendiamo in egual misura anche prodotti di cosmetica sensuale (creme per aumentare la sensibilità o lubrificare, schiume, scrub, latte, sali da bagno), sex toys e accessori vari: ognuno rappresenta indicativamente il 25 per cento del nostro fatturato».

Tra i best seller di Soft Paris figurano invece il vestito Lady, seducente completo di biancheria intima; la crema “indecente“, cioè un cosmetico per la stimolazione disponibile anche in versione maschile; le Geisha Therapy, note anche come palline da Geisha, e il Love Egg, ovetto vibrante fornito addirittura di telecomando.

L’uomo vuole la sua parte

I sex toys non sono una prerogativa femminile: «In Italia le vendite di prodotti maschili stanno aumentando, in linea con la tendenza europea», prosegue Luzzi. «I nostri uomini, infatti, stanno avvicinandosi sempre più a questo mondo e non vedono più i sex toys come “rivali”, ma come nuovi spunti per ravvivare il rapporto di coppia». Oggetti come l’ovetto masturbatore, il prodotto più venduto tra quelli progettati per l’uomo, e i cockring (anelli che, una volta applicati, assicurano di aumentare e prolungare l’erezione e, al contempo, stimolare nei posti giusti la partner) sono al primo posto nelle preferenze di mariti e fidanzati.

Per i single invece ci sono eleganti e raffinati tubetti contenenti una guaina in silicone lubrificato che riproduce esattamente l’apparato sessuale femminile. Eleganti e raffinati, abbiamo detto. Gli articoli in vendita a domicilio, infatti, sembrano spesso più oggetti di design che semplici strumenti di piacere. E cercane di non essere ripetitivi: alcuni produttori hanno deciso di diversificare colori e forme degli oggetti e offrono una variante dell’ovetto che ricorda un pupazzetto alieno.
Non sono stati inventati oggi: il primo ha 28mila anni e arriva dalla Germania
4 Secondo gli storici, il più antico dildo (giocattolo erotico, spesso a forma di pene, utilizzato per la masturbazione o in giochi erotici e preliminari) risalirebbe a 28mila anni fa; è stato rinvenuto nella caverna di Hohle Fels, in Germania. Presso il Museo dell’antica cultura sessuale cinese di Shanghai, invece, è esposto un fallo verde in pietra di giada risalente a 6.000 anni fa. A Mileto, città costiera della Carla in Asia Minore, intorno al 500 a.C. era fiorente il mercato degli olisbos, falli in legno, osso o cuoio imbottito, raffigurati in diversi dipinti dell’epoca. Il primo vibratore sembra invece legato alla storia di Cleopatra, che per prima avrebbe utilizzato un tubo di zucca con api all’interno, i cui frenetici voli avrebbero prodotto la “vibrazione” del tubo medesimo.

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Michelle

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