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Tattoo supply: entrare nel business dei tatuatori

I tatuaggi sono sempre più amati dagli italiani. Secondo una ricerca effettuata dall’Istituto Superiore di Sanità si scopre che il 13% degli italiani ha un tatuaggio, scegliendo tra le solite figure o le scritte. Sono le donne a farsi tatuare più degli uomini e addirittura 8 persone su 10 sono minori, in genere adolescenti che provano l’emozione del primo tatuaggio. Stiamo parlando dunque di quasi sette milioni di italiani che decidono di farsi notare, lasciando impresso qualcosa sulla loro pelle. Siamo al vertice in Europa.

Vendita di tattoo supply

Il tatuaggio attrae anche come business. Sono sempre più i giovani che, presi dalla loro velleità artistica e senza dubbio trascinati dalle esigenze imposte dalla crisi economica, provano a diventare tatuatori. E in effetti è un mercato che tira, in quanto è difficile che ci si fermi al primo tatuaggio. Inoltre anche la rimozione via laser dei tatuaggi ha fatto passi da gigante, mettendo gli affezionati del marchio indelebile nelle condizioni di ricoprire più volte la zona “cancellata” (con le dovute precauzioni).

Senza dubbio il tatuaggio, con la diffusione nell’ambito mainstream, sta perdendo il fascino selvaggio che lo legava inevitabilmente a poche categorie di persone. Diciamocelo chiaramente: fino a pochi anni fa era un fatto d’élite, riguardante i carcerati, gli sportivi, i motociclisti e qualche rockettaro. Oggi con la sua diffusione diventa anche un’opportunità professionale, che potrebbe essere battuta da chi ha spiccate aspirazioni artistiche. Pertanto non mancano nemmeno le aziende che riforniscono i tatuatori, come Ink Side, specializzata a Milano nel tattoo supply.

Come diventare tatuatore?

Per diventare tatuatore non serve un titolo di studio universitario, ne avere una particolare inclinazione artistica riconosciuta da altri. Si potrebbe trovare il proprio stile espressivo col tempo, crescendo. Presa come arte, questa disciplina richiede applicazione, esperienza, capacità di inventiva e originalità. Il punto è però che non basta mettere in croce due punti per diventare un tatuatore professionista, in grado di imporsi sul mercato o trovare lavoro presso i più importanti studi di tatuaggio.

Nella maggior parte dei casi, chi pensa di diventare tatuatore è anzitutto un appassionato del genere. È molto difficile vedere un tatuatore che non abbia tatuaggi e quasi sempre ha già sperimentato le sue doti artistiche in altro modo, come il disegno (spesso i giovani alle prime armi provengono da istituti d’arte).

Dal momento che l’attività di tatuatore ha a che fare con la salute, il Ministero della Sanità ha imposto un protocollo da seguire per conseguire ufficialmente il titolo, che riguarda la frequentazione di un apposito corso (secondo piani formativi regionali) e il rispetto di specifiche norme igieniche e sanitarie, che riguardano quanto l’utilizzo dei materiali, tanto l’impiego di specifici spazi dove ospitare il laboratorio.

Le linee guida del ministero, in vigore dal 1998, riguardano la richiesta di rilascio di autorizzazioni sanitarie, la pulizia del luogo, la disinfezione e l’utilizzo di materiali usa e getta, la formazione del personale. Per diventare tatuatore è quindi necessario far riferimento a quello che prevede la propria regione in termini di corsi riconosciuti, in grado di rilasciare l’attestato valido per lo svolgimento della professione.

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Edoardo

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