Pesca spinning: le zone di pesca

La pesca è stata con la caccia la prima attività naturale dell’uomo volta a procacciarsi il cibo. Veniva praticata negli specchi d’acqua come le rive di fiumi, i laghi, i torrenti, gli stagni e il mare e c’era un solo strumento a disposizione: le mani. Poi, attraverso centinaia di millenni alla mano è subentrata una serie di oggetti e attrezzatura che sono arrivati fino a noi oggi: come la fiocina, la rete, la canna, la nassa, l’amo e la lenza, l’arpione. Oggi per fare una distinzione coerente della pesca bisogna partire dall’elemento liquido su cui si pratica: acqua dolce e acqua salata. Ma si parla correttamente di pesca d’acqua dolce o di acque interne e pesca marittima o, più in largo, oceanica. La pesca marittima rispetto a quella praticata in acqua dolce offre una maggiore varietà di pescato, potendo dare pesci, crostacei, molluschi e i grandi mammiferi acquatici, nonché vari prodotti dell’ambiente marino.

La pesca d’acqua dolce

La pesca d’acqua dolce invece si tiene nelle acque continentali, dove si trovano tre grandi categorie di pesci: la pesca in acqua corrente e fredda, che riguarda principalmente le trote, i cavedani e i barbi; la pesca di pesci d’acqua stagnante, come la tinca e la carpa; i pesci di laguna salmastra che principalmente si concentra sui cefali e le anguille.

Le zone della pesca in acquadolce

A questo proposito va ricordato che per gli appassionati possono esserci ulteriori distinzioni, definendo i vari fiumi secondo il tipo di pescato che si può tirare a riva, come la zona a trota, a barbo, a temono, zone determinate in sostanza dalla pendenza del letto del fiume, che determina la forza della corrente o la formazione di pozze stagnanti. In Italia, se osserviamo tre corsi d’acqua con caratteristiche molto diverse l’uno dall’altro, si è giunti alla conclusione che le zone ittiche possono essere indipendenti dall’altitudine, in ragione della pendenza effettiva del corso d’acqua, e che la loro successione nel corso dei fiumi non è mai regolare, ma può subite variazioni e inversioni. Inoltre è stato notato che in casi particolari il fattore della pendenza può lasciar spazio ad altri elementi quali la portata o la temperatura. Ne deriva che il concetto di zona ittica è aprioristico in molti casi e va considerato in termini ecologici, definendo una zona come un’area dove vive la maggior parte di un certo tipo di pesci. In un fiume noto per la ricchezza delle sue rive, come l’Anapo in Sicilia, per esempio, la trota scende molto in basso, mentre la tinca risale relativamente in alto.

Pesca spinning: artificiali, attrezzature e passione

La particolarità della pesca d’acqua dolce ai grandi pesci di torrente e fiume, in zona di corrente e acqua fredda, è che essa è anche una pratica sportiva molto attraente che riunisce gli appassionati di tutta Italia: la pesca spinning. Il nome spinning (rotazione) deriva da una particolare tecnica, con la quale si usano le esche artificiali spinning, spesso cangianti e di fattezze artigianali di particolare valore, con la quale i pescatori riescono a catturare pesci di notevoli dimensioni. Per praticare questo tipo di pesca sportiva, oltre ad essere muniti di regolare licenza, che funziona esattamente come una patente, bisogna procurarsi la giusta attrezzatura e armarsi di molta pazienza. In rete gli appassionati partecipano ai forum, caricano e commentano i video su YouTube e leggono articoli specializzati e amatoriali.

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Edoardo

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