Perchè abbiamo fame?

Perchè abbiamo fame

Perché abbiamo fame? La fame è una sensazione primordiale; il respiro determina il primo grido del neonato, la fame provoca il secondo.

Entro 24 ore il poppante esprimerà con movimenti delle labbra il bisogno di cibo: questo istinto non lo abbandonerà mai piú nel corso della sua esistenza. Tale sensazione riflessa, automatica, che scatta con regolarità e che fa piangere il lattante, avviene senza l’intervento della volontà. Non è esagerato affermare che la prodigiosa espansione della specie umana sulla Terra, è strettamente legata al suo modo di nutrirsi. Solo essa, infatti, rispetto alle altre specie animali, ha saputo adattarsi alle mutevoli condizioni dei mezzi naturali. Oggi viviamo un’era alimentare nuova che, conseguenza della rivoluzione industriale, trae beneficio dai progressi tecnici, socio-economici e psicologici.

Si è sviluppata la politica degli scambi internazionali che permette, soprattutto, di porre a disposizione di tutti le ricchezze alimentari del mondo. Cosi l’uomo moderno può disporre di una quantità sempre maggiore di alimenti diversi. Questa possibilità di scelta tra alimenti diversi e le migliori condizioni di vita stanno modificando le abitudini alimentari. Tuttavia, se nei paesi industriali sono scomparse le malattie per carenza di cibo o per sottoalimentazione, altre ne sono apparse ancor piú condannabili: turbe della supernutrizione, malattie delle affezioni pletoriche. Si è sentita cosí la necessità, nella nostra vita quotidiana, della dietetica, per una piú razionale preparazione ed utilizzazione degli alimenti. Al concetto di alimento-bisogno, di alimento-piacere si è aggiunta la nozione che l’alimento può essere veleno, ma anche rimedio. Così, ai nostri giorni, la dietetica, lungi dall’essere considerata una scienza accessoria della medicina, occupa un posto preminente in alcuni trattamenti preventivi e curativi.

Come si manifesta la fame

La fame si esprime in vari modi e secondo gli individui. Si può mettere di fronte all’individuo, libero dalla tirannia dei propri istinti, che mangia per necessità, l’individuo che mangia solo per piacere, esclusa ogni altra considerazione (compresa quella della salute). Fra questi tipi estremi si può porre un medio che trova a tavola un piacere che non è l’unico in quanto, oltre ad esso, trae soddisfazione da altri comportamenti vegetativi e psicologici. La sensazione di fame si esprime con fenomeni fisici e psichici.

Fenomeni fisici

Nel lattante il grido è espressione di fame. F. lo stomaco vuoto che provoca un riflesso salivare e la suzione. Per questo il lattante emette saliva in quantità allorché sente fame e succhia o morde ciò che è alla stia portata (la mano, oggetti, ecc.). Nel bambino, la fame può scatenare fenomeni a distanza: può lamentarsi di aver male allo stomaco (al fondo dello stomaco), di sentirsi stanco; infatti è piú nervoso, piú indisciplinato, piagnucola facilmente. In questo momento il suo sistema nervoso è al minimo potenziale di funzionamento e il suo cervello non sa compiere uno sforzo nella mezz’ora che precede il pasto, manifesta insomma una notevole disattenzione. Solo dopo aver mangiato, egli è di nuovo pronto allo sforzo (tenendo conto delle condizioni normali della digestione). Nell’adulto i fenomeni fisici della fame sono gli stessi in forma piú discreta. L’adulto è incapace di lavorare con profitto quando ha fame; egli prova dei crampi al fondo dello stomaco, dolore che lo tormenta, lo assilla, gli provoca salivazione. A volte è preso da singhiozzo insistente che scomparirà solo con i primi bocconi. Talvolta si ha una sensazione di totale astenia con «gambe molli», sbadigli, voglia di dormire, senso di svenimento, con sudori, mal di testa, vertigini. Si è constatato tutto ciò negli sportivi in pieno sforzo. I fenomeni fisiologici della fante si potrebbero qualificare come fenomeni emotivi poiché le contrazioni gastriche che provocano la sensazione fisica si ripercuotono immediatamente sui centri emotivi: il desiderio, il richiamo del cibo, l’impazienza, l’imprevisto, la sorpresa sono altrettante cause di emozioni gradite o sgradite.

La fame come sensazione psichica

Si ha tanta piú fame quanto piú gli alimenti desiderati sono attesi, quanto più essi apportano il massimo di intensità al nostro desiderio. Guai a quel cuoco o cuoca che ci toglie il piacere dell’attesa, della scoperta! La secrezione di liquido gastrico si blocca e il piatto mancato re-sta secondo un luogo comune — «sullo stomaco». I fenomeni emotivi della fame sono cosí evidenti che coloro che sono ossessionati da una dieta severa, diventano anoressici. La fame può essere non solo fisico-vegetativa, ma anche psicologica. Chi ha fame deve scegliere i suoi cibi non con voracità, ma da buongustaio.

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Michelle

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