Metodo Montessori: alcuni consigli per la nanna

Come far addormentare i bambini

Riuscire a far dormire un bambino non è una impresa facile, anzi è cosi difficile che esistono diverse guide e manuali per aiutare le mamme ed i papà in questa ardua impresa. Ci sono diversi pareri al riguardo, ma quello più indicato sembrerebbe seguire i ritmi naturali del bambino, coccolandolo e consolandolo ma ponendogli dei limiti. Innanzi tutto bisognerebbe far passare sempre delle belle giornate, zeppe di attività ed evitare che il piccolo si annoi, perché una bella giornata predispone il bambino ad un buon sonno.

I metodi da seguire soprattutto durante i primi anni

Gli esperti del settore hanno stilato una lista di consigli, per aiutare i neogenitori a mettere a nanna il piccolo e anche a riuscire a dormire evitando le nottate, come:

  • Seguire il naturale ritmo del bambino ed abituarlo gradualmente a prendere il giusto ritmo sonno-veglia, facendo piccoli spostamenti di orario; il ritmo sonno-veglia dipende anche dall’orario di nascita del bambino, per cui se il bimbo è nato di mattina, tenderà a dormire per tutto il giorno, al contrario, il sonno continuerà fino al mattino.
  • Creare una sorta di rituale del sonno, poiché è risaputo che i bimbi sono abitudinari e quindi è bene far precedere il momento della nanna da un bagnetto, per esempio.
  • Cercare di non stimolare troppo il bambino durante la giornata, poiché la notte riflette il giorno. Per cui è meglio evitare di portare i bimbi da una parte all’altra della città, facendoli passare da nonni, nido, casa, amici e così via. Ricevere troppi stimoli e di diversa natura può rendere far agitare il bambino, compromettendo anche la fase del sonno.
  • Farlo dormire accanto a voi fino al compimento del primo anno di età, soprattutto se il piccolo è allattato dalla mamma. In questo modo la fase del sonno di mamma e bimbo possono sincronizzarsi, rendendo il riposo più piacevoli per entrambi.
  • Avvicinarsi al piccolo se vi cerca durante la notte, poiché tra il primo ed il terzo anno di età si sviluppa l’ansia da separazione, per cui il bimbo cercherà la vicinanza della mamma anche durante la notte. Essere vicini al piccolo ed accorrere ad ogni suo richiamo servirà per far sviluppare nel bambino la fiducia verso la mamma e la sicurezza interiore. Anche far dormire il piccolo nel lettore durante questa fase non è considerato diseducativo come molti pensano, anche perché questo disturbo è limitato nel tempo.
  • Farlo giocare da solo, senza intromettersi per non diminuire o sostituire la loro funzione, limitando i meccanismi mentali che il gioco stimola nei bambini. Il gioco, insieme ad altre attività contribuisce a rendere il piccolo indipendente.
  • Non dargli subito il ciuccio durante il pianto, ma accarezzarlo e tranquillizzarlo facendo sentire la presenza dei genitori, cercando di capire la causa del malessere.
  • Raccontare di aver avuto un incubo se anche lui l’ha avuto, per fargli capire che quello che ha provato succede a tutti, anche ai suoi genitori.

Parole chiave: semplicità e gentilezza

I metodi più semplici e più naturali sono quelli giusti. Una mamma deve assecondare il proprio istinto e coccolare e tranquillizzare il piccolo nei momenti di agitazione, ma deve allo stesso tempo non mostrare insicurezza e prendere delle decisioni per il bimbo. Una mamma deve assecondare il cuore.

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Michelle

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