Lo sciopero dei lavoratori

Lo sciopero dei lavoratori

Lo sciopero dei lavoratori rappresenta un’astensione concertata dal lavoro per la tutela di un interesse professionale collettivo. Esso si pone come una delle principali armi nella lotta fra categorie di lavoratori ed imprenditori ed il diritto allo sciopero, riconosciuto in quasi tutte le legislazioni moderne, è stato faticosamente conquistato dalle masse lavoratrici nella lotta per la emancipazione iniziata con l’avvento dell’economia industriale.

I primi scioperi della storia

Lo sciopero fu riconosciuto come correlativo del diritto di associazione, negli U.S.A. nel 1787, successivamente in Inghilterra nel 1824-25 e quindi in Francia nel 1884. Nel nostro ordinamento giuridico, fino al 1926, lo sciopero non era disciplinato da alcuna norma giuridica, si riteneva pertanto giuridicamente lecito, però costituiva inadempimento dell’obbligazione di lavoro per cui legittimava il potere di licenziamento, nei confronti degli scioperanti, da parte del datore di lavoro.

Con la legislazione fascista lo sciopero fu considerato un attentato all’economia nazionale e perciò perseguibile come reato: l’art. 502 del codice penale infatti puniva con la multa fino a 40.000 lire i lavoratori, addetti a stabilimenti, aziende, uffici che in numero di tre o piú abbandonavano collettivamente il lavoro ovvero lo prestavano in modo da turbarne la continuità o la regolarità col solo scopo di imporre ai datori di lavoro patti diversi da quelli stabiliti.

Questa disposizione, poi, fu stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale, nella sentenza 4 maggio 1960, n. 29, in riferimento all’art. 40 della Costituzione che testualmente recita a il diritto di S. si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano. Queste leggi non sono però ancora state emanate dal legislatore per cui sembra che il diritto possa esercitarsi indiscriminatamente senza limite alcuno.

In particolare, però, esistono dei limiti intrinseci allo sciopero: esso deve tutelare interessi professionali propri di chi sciopera; deve riferirsi ad un rapporto di lavoro subordinato; infine è senz’altro vietato per gli appartenenti ai corpi armati dello Stato. E’ dibattuto il problema se l’art. 40 della Costituzione tutela anche il cosiddetto sciopero politico (volto cioè ad influenzare l’operato del governo) e lo sciopero di solidarietà; quest’ultimo però è stato riconosciuto giuridicamente lecito quando è accertata la esistenza di una comunanza sia pure indiretta di interessi che rende necessaria la associazione di tutte le categorie interessate per il proseguimento di una efficace tutela.

Lo sciopero deve essere dichiarato collettivamente e, poiché nessuna disposizione di legge attribuisce questa potestà ad alcun soggetto, essa può essere esercitata dalle associazioni sindacali o da una assemblea di lavoratori di fabbrica. Accanto al diritto di S. la legge riconosce e tutela la libertà di lavoro per cui il lavoratore è libero di scioperare o lavorare ed è pertanto vietato il picchettaggio degli stabilimenti ad opera degli scioperanti per impedire l’accesso al lavoro. Lo sciopero non costituisce inadempimento dell’obbligo di lavoro, ma determina una sospensione del rapporto di lavoro stesso per cui il lavoratore non ha diritto alla retribuzione nel periodo di effettuazione dello sciopero.

Tutte le forme dello sciopero

Lo sciopero, infine, assume diverse forme a seconda delle modalità di attuazione; si parla così di sciopero generale quando interessa tutte le categorie produttive; sciopero nazionale se è proclamato per un intero settore produttivo su scala nazionale; sciopero a catena successione di scioperi susseguentisi con un ordine prestabilito; sciopero bianco, quando i lavoratori pur occupando il loro posto di lavoro, si astengono da qualsiasi prestazione; sciopero a singhiozzo, abbandono del lavoro, da parte dei lavoratori, a periodi alterni; sciopero a scacchiera, quando gruppi di lavoratori e non la totalità delle maestranze, abbandonano il lavoro, che non sempre sono stati ritenuti legittimi dalla giurisprudenza più recente.

La possibilità dell’uso indiscriminato dello sciopero rende sempre piú urgente l’emanazione di una legislazione regolatrice di esso mentre prende campo la prassi di ricorrere a tentativi di riconciliazione tra le parti per evitare nei limiti del possibile gli effetti negativi dello sciopero sulla economia nazionale.

Oggi lo sciopero, rispetto al passato, ha conosciuto nuove regole e forme di applicazione anche grazie alla nascita dei sindacati che si occupano nelle opportuni sedi di organizzare scioperi dei lavoratori cercando di tutelare – nei limiti possibili – le esigenze sia degli imprenditori che dei lavoratori.

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Michelle

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