Le vacanze fanno bene?

Per i cardiopatici non vi sono climi capaci di svolgere effetto curativo. Il cardiopatico in località climatica trae sempre giovamento dalla cura di riposo e dal bagno d’aria; non deve però praticare elioterapia e bagni di mare. Utile per l’azione stimolante sul sistema neurovegetativo risulta la climatoterapia marina e montana nell’ipoteso. Per l’iperteso si considerano indicati solo i climi di collina e di lago; in realtà la bassa e la media montagna, ed anche il mare, con l’avvertenza di escludere elioterapia ed il bagno, inducono benefici effetti. La climatoterapia in alta montagna trova netta indicazione nelle anemie per l’effetto normalizzatore del tasso emoglobinico e del numero dei globuli rossi. Sono le anemie ipocromiche a trarre il massimo giovamento, mentre le forme plastiche e rigenerative hanno netta controindicazione.

Apparato digerente e fegato

È difficile riconoscere una sicura azione curativa del clima nelle affezioni epatobiliari e dell’apparato digerente. Numerose stazioni climatiche possiedono fonti di acque minerali ad azione biologica specifica sul tubo digerente e ghiandole annesse. È l’associazione della cura climatica con quella idropinica e con dieta opportuna a portare sensibili favorevoli risultati.
Apparato tegumentario

La cute, rivestimento esterno del corpo umano, risente in modo particolare i benefici effetti del bagno d’aria e di luce. A quest’azione diretta si assomma azione indiretta per lo stimolo e le modificazioni indotte su organi interni, capaci di modificare situazioni patologiche generali clinicamente estrinsecantisi con una dermatosi. Dermatosi seborroiche, psoriasi, prurito, ulcerazioni torpide, pongono indicazione per climatoterapia marina.

Apparato locomotore

Richiamata l’azione equilibratrice svolta dall’elioterapia sul metabolismo del calcio e l’importanza di questo nei processi di ossificazione, risulta evidente che la climatoterapia marina e montana è indicata nel rachitismo e nei ritardi di consolidazione di fratture. Indicazione si pone anche in caso di reumoartropatie, cioè di malattie delle articolazioni dei muscoli, a carattere degenerativo od infiammatorio. Qui però la cura climatica va posta e seguita dallo specialista, a cui spetta la scelta del clima ed i metodi di cura. Chiude l’argomento un breve cenno sulla climatoterapia pediatrica.

Climatoterapia pediatrica

Anche qui si persegue un duplice scopo: profilattico e curativo. Il profilattico nel bambino sano che vive in città, esposto ai danni dell’inquinamento atmosferico, costretto in locali male aerati ed illuminati; il curativo nel bambino convalescente da malattie infettive acute, rachitico o linfatico. Le colonie estive al mare ed ai monti permettono di conseguire l’effetto profilattico anche ai bambini delle classi meno agiate. In genere i bambini, con esclusione degli eretistici, si trovano meglio al mare, per la possibilità di trascorrere la maggior parte della giornata liberi sulla spiaggia. Il clima marino è preferibile anche in caso di rachitismo, di diatesi essudativo-linfatica, nelle convalescenze da malattie esantematiche od infiammatorie della cute, dell’apparato respiratorio. Nelle gastroenteriti acute è invece indicato il clima di altitudine.
Psammoterapia Etimologicamente cura con sabbiature, sfrutta l’effetto biologico indotto da applicazioni locali e generali di sabbia marina riscaldata dal sole. La psammoterapia è riportabile per il meccanismo d’azione alla termoterapia secca, tanto che di essa un breve cenno è già stato fatto nel capitolo dedicato alla fisioterapia. Altrettanto esatto è il considerare la psammoterapia tecnica applicativa della climatoterapia marina.

L’argomento merita poi trattazione a sé stante, in quanto il suo meccanismo d’azione si estrinseca, oltre che attraverso l’effetto termico, anche per azione fisica svolta sulla pelle dai granellini di sabbia e per azione chimica dovuta a presenza nella sabbia di sostanze organiche residuate da evaporazione dell’acqua marina. Per di piú la sabbia esposta ad intense radiazioni solari ad effetto irritante subisce modificazioni biologicamente attive. All’effetto termico è riportabile l’azione locale della sabbiatura, agli altri effetti l’azione generale di attivazione del metabolismo.

Tecnica di applicazione – Si eseguono sabbiature generali o parziali; le generali interessano tutto il corpo con eccezione del segmento cefalico, che, anzi, deve essere protetto dai i aggi solari per mezzo di piccole tende; le parziali sono localizzate a singoli distretti corporei, per lo più agli arti. Particolare attenzione va riservata alla scelta e preparazione della sabbia E nello strato superficiale della rena marina che la sabbia si riscalda per l’azione diretta della radiazione solare e per la bassa conducibilità termica dei granellini di sabbia. Dalla fine di maggio alla fine di luglio, verso le ore 13, nello strato superficiale della rena si raggiungono facilmente temperature di 50-60 °C. Qui si prende la sabbia per l’applicazione terapeutica. Per applicazioni generali si scavano buche della profondità di 20-30 cm, lunghe 2 metri e larghe 1 metro; sul fondo immediatamente prima dell’applicazione si stratificano 15 cm di sabbia secca. Il paziente, posto nudo nella buca, è ricoperto da uno strato sottile di sabbia secca e calda.

La durata dell’applicazione è di 5 minuti il primo giorno, progressivamente crescente, sino ad un massimo di 20 minuti elevabile a 30 minuti per le applicazioni parziali. Essendo il meccanismo d’azione legato all’effetto termico si ha vasodilatazione con intensa sudorazione, donde attivazione del ricambio tessutale e del trofismo cellulare con piú sollecita eliminazione di scorie. La sudorazione raggiunge l’acme nella fase di reazione, quando il paziente è fatto uscire dalla buca. Ne consegue una perdita idrica che può raggiungere dopo ogni singola applicazione, valori di 1500 cc. Onde permettere al sistema cardiovascolare di sopperire allo sforzo richiesto dalla reazione il soggetto, avvolto in coperte e col capo alzato, deve riposai e in lettino per una quindicina di minuti. Terminata la reazione il malato esegue una doccia con acqua a 38 °C. Le indicazioni della psammoterapia sono le stesse della termoterapia secca: malattie articolari di tipo degenerativo, esiti di artriti acute e di &attui e articolari, obesità, ecc.

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Michelle

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