L’autoerotismo non è più un tabù

Nei mesi scorsi sui marciappiedi di Manhattan sono spuntate alcune curiose cabine nere. Le Guy-Fi, questo il loro nome, che servirebbero ai maschi dell Grande Mela per scaricare la loro tensione quotidiana dedicandosi al piacere solitario, in qualsiasi momento della giornata. Ovviamente si è trattato di uno scherzo, architettato per farsi pubblicità dal produttore di sex toys inglese Hot Octopuss. Certo questa originale campagna fa luce sulla masturbazione, una pratica che riguarda tutti anche se non sempre lo ammettiamo.
Secondo un’indagine condotta nel 2014 dai sociologi marco Barbagli, Giampiero della Zuanna e Franco Garelli e pubblicata in La sessualità degli italiani, circa 13 milioni e 900mila abitanti tra i 18 e i 70 anni lo fanno almeno una volta nel corso di un anno.

Un’abitudine diffusa

Le età in cui ci si dedica maggiormente sono sicuramente adolescenza e prima età adulta. Sempre secondo l’indagine, si tocca una o più volte la settimana il 42% dei maschi tra i 18 e i 23 anni e il 35% di quelli tra i 24 e i 29, percentuale che scende al 25 % tra i 30 e i 39.
Per le donne i dati sono inferiori: si masturba una o più volte la settimana il 14% delle 18-23 enni e l’8% delle 24-29 enni. in media, le donne cominciano a provocarsi piacere da sole sei o sette anni più tardi degli uomini. Naturalmente le differenze dipendono anche da quanto uomini e donne parlano volentieri dell’argomento.

Rinfoza l’intesa di coppia

Anche in psicoterapia è paradossalmente più facile che il paziente parli di perversioni che della semplice masturbazione. Eppure è dagli anni Settanta che diversi studi mettono in luce il suo potere terapeutico. E’ noto ormai che laddove manchi del tutto si possono nascondere difficoltà e vivere con pienezza la sessualità. E infatti la terapia sessuale ne fa uso: sul suo blog, la terapeutica americana Cheryl Cohen Greene scrive che è un ottimo modo per conoscere il nostro corpo e condividerla con il nostro partner può essere di grande aiuto. E perfino una religiosa, suor Margaret Farley, ha affermato nel suo volume sulla sessualità cristiana Just Love che la masturbazione favorisce i rapporti più di quanto non li ostacoli.
In Italia già venti anni fa la rivista cattolica Famiglia oggi scriveva che quella adolescenziale è una tappa evolutiva pressochè inevitabile, riconducibile al complesso di conoscenza e di sviluppo di se stessi e del corpo. Ovviamente l’opinione fece scalpore nelle gerarchie ecclesiastiche. Se la masturbazione adolescenziale è ormai sdoganata, quella degli adulti è talvolta percepita come tabù. E questo nonostante siano passati più di sessant’anni da quando il celebre Rapporto Kinsey sulle pratiche sessuali scandalizzava l’America dimostrando che l’autoerotismo può continuare nel corso di tutta la vita. Da adulti la masturbazione rappresenta un’attività intima importante e non necessariamente sostitutiva del sesso, anche per chi vive una sessualità di coppia soddisfacente. Si tratta di un’evasione dana al cui interno le fantasie sono più libere e che permette così di rinforzare il benessere della coppia. Non solo: secondo studi dei biologi inglesi Mark Bellis e Robin Baker la masturbazione sarebbe addirittura un sistema per prepararsi all’attività sessuale con il partner e potenziare le proprie capacità riproduttive.

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Michelle

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