L’aumento dell’appetito: la bulimia

Le cause e i sintomi della bulimia

La bulimia è propria di coloro che non provano mai il senso di sazietà. Ecco il bulimico: spinto sempre dal bisogno di mangiare al punto che il minimo ritardo nei pasti lo fa andare in collera. Sente allora una specie di angoscia, come una morsa all’epigastro, si innervosisce e si precipita su qualsiasi cibo che gli si offra. L’istinto-appetito di quest’uomo è sconvolto; in termini medici divento che è un bulimico, o meglio insaziabile. Questo soggetto si presenta, nella sua espressione più tipica, come un nevrotico, essendo proprio la sua nevrosi responsabile di avergli fatto perdere il senso normale della sazietà gastrica dopo un pranzo completo. Nondimeno vi sono diversi gradi di scoria che presentano perturbazioni piú o meno rilevanti del sistema nervoso che presiede alla fame.
L’acorico episodico à colui che mangia molto in fretta, come fosse incosciente, colui che inghiotte e manda giú senza sapere perché sia spinto a mangiare cosi velocemente. Questo soggetto e chi lo circonda parlano di tale comportamento come fatto abitudinario ed egli stesso dice di sé che ha divorato tutto, ma è sempre terribilmente affamato. Quell’abitudine è divenuta per lui una legge, poiché il suo sistema nervoso è in permanenza sotto l’influsso del ritmo a incalzante simpaticotonico che stimola tutte le sue funzioni, principalmente l’appetito. Il nervoso diventa bulimico perché è sempre in agitazione ed in una specie di continua effervescenza.

Le cause e i sintomi della bulimia

Ricercando le cause di questa ipereccitazione nervosa, si scopre sovente uno stato di ansietà con senso di inferiorità e una forma di inconscia paura che si trasforma in angoscia della fame: il soggetto è preso dal panico della carestia.
L’acorico inveterato è un insaziabile cronico, affetto da una vera malattia difficile a guarirsi (possono sopravvenire turbe mentali), che si manifesta sotto vari aspetti.

  1. Prima fase – Una banale bulimia, simile a quella già descritta. Il malato stesso si ritiene un soggetto dall’eccellente appetito e dotato di perfetta salute. A poco a poco comincia a mangiare fra un pasto e l’altro, spizzica  in cucina qua e là o compra  qualcosa da mangiare e tutti questi spuntini finiscono per essere una somma di nutrimento. In certi casi estremi si può vedere questo individuo arrivare addirittura a rubare un frutto o altro cibo. E questo un aspetto medico-legale dell’acoria che bisogna conoscere per spiegare l’impulso irresistibile e incosciente che fa credere il soggetto un cleptomane, il quale non comprende la forza misteriosa che lo ha spinto rubare una cosa che avrebbe potuto comperare. In questa fase, gli acorici possono essere degli insonni e alzarsi la notte per mangiare.
  2. Seconda fase – Questi soggetti, poiché non masticano quel che mangiano, spesso soffrono di notevole aerofagia, di eruttazioni, di meteorismo epigastrico e addominale, di rigurgiti di cibo e di liquido acido. Provano spesso dei crampi alla regione sottoepatica. Ma la caratteristica piú curiosa è che questi individui, malgrado l’enorme quantità di cibo (rigurgitato, non accomuna nessun malessere digestivo.
  3. Terza fase – Caratteristica maggiore è il dimagramento: il malato passa per fasi estreme, riduce il mangiare per alcuni giorni, mentre in altri si precipita sul cibo per inghiottirne una quantità impressionante. Può cadere in una specie di marasma, divenendo un anoressico mentale che, in definitiva, ha perduto il senso dell’appetito. Compito del medico è evidenziare gli squilibri del sistema nervoso e le turbe mentali che hanno contribuito a trasformare quel bulimico cronico in un anoressico totale. Bisogna classificare fra i bulimici i grandi mangiatori che saranno vittime non di turbe nervose, ma di obesità, di gotta e di diabete. Questi forti mangiatori sono spesso dei buongustai che spingono al massimo grado di perfezione i piaceri della tavola. Essi mangiano troppo, è vero, ma quando il loro palato non è più soddisfatto, diventano quasi anoressici. Al contrario, vi sono bulimici forti mangiatori spinti a mangiare senza alcun discernimento della qualità del cibo: il loro appetito è puramente vegetativo, molto simile a quello animale. Bisogna evidentemente eliminare, da questi casi, gli insaziabili per necessità. Ad esempio, nei campi di prigionia si sono verificati casi di individui sottoalimentati che divoravano ogni cosa, anche avariata, che potevano procurarsi. Questi esempi di acoria, che caratterizza il fenomeno delle cosiddette bocche insaziabili, dimostrano che il sistema nervoso funziona da barriera atta a limitare un appetito nocivo ai bisogni fisiologici dell’organismo. Quando il sistema nervoso perde questa funzione di difesa, scompare il senso di sazietà.

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Michelle

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