L'economia argentina

La struttura economica dell’argentina

in principio per deficienza di popolazione e di comunicazioni, ma, superati almeno in parte questi ostacoli, il progresso del paese è proceduto con ritmo celere.

Nel periodo di un cinquantennio, superata la fase della pastorizia, l’Argentina ha modernamente attrezzato l’agricoltura ed è entrata nel campo industriale. Tutto concorre a fare di questo paese una terra d’immigrazione, perché la vera colonizzazione del territorio è appena cominciata e qui deve affluire quell’onda migratoria che non può sfociare verso altri stati. Tra i vegetali piú caratteristici ricordiamo (dati del 1961-62): frumento (q. 50.000.000), mais (48.000.000), avena (7.000.000), seme di lino (8.180.000), vite (vino 16.750.000 di hl), canna da zucchero (6.940.000 q. di zucchero), cotone (seme 2.040.000, fibra 1.200.000), riso (1.820.000), tabacco (405.000), yerba maté (1.407.000). Le foreste (cedro, jacaranda, palo santo, quebracho) coprono il 35% della superficie territoriale, numerosi alberi da frutta, piante medicinali, da tinta e da concia, ecc.

L’allevamento animale tiene uno dei primi posti nel mondo (dati del 60-62) : bovini (43.300.000), ovini (47.300.000), equini (3.930.000), caprini (1.476.000), suini (3.075.000); utilizza i ricchi pascoli della pampa e si pratica nelle estancias. I minerali (piombo, zinco, antimonio, stagno, rame, calce, gesso, quarzo, ecc.) rivestono sinora poca importanza.

Le industrie..(metallurgiche, meccaniche, tessili, ecc.) hanno ancora sviluppo limitato e sono lungi dal soddisfare il consumo nazionale, eccetto le alimentari (molini, pastifici, zuccherifici, caseifici, conserviere, ecc.) e quelle del freddo (carni congelate). Le comunicazioni, nonostante i notevoli progressi raggiunti nei trasporti marittimi e ferroviari, costituiscono tuttora uno dei più importanti problemi dell’economia argentina (strade ordinarie 57.400 km. [63]; ferrovie circa 43.092 km. [60] a scartamento vario; autoveicoli 1.070.000 [62]; marina mecantile 346 navi con 1.307.808 t. (tutte con stazza lorda superiore alle 100 t.).

Il tunnel transandino è aperto al traffico motorizzato e tutti i grandi centri sono collegati per via aerea. Il commercio si basa sull’esportazione dei prodotti animali e del suolo (carni ed estratti, lana, pelli, frumento, mais, avena, semi di lino, prodotti forestali, ecc.) e sull’importazione di manufatti, materie prime, generi alimentari e bevande alcooliche. Le correnti commerciali sono attive con Inghilterra, U.S.A., Italia, Brasile, Francia, India, Belgio, ecc. La moneta corrente è il peso. Le relazioni fra l’Italia e l’A. sono vive e cordiali, tanto nel campo politico quanto in quello economico e cosi pure in altri svariati settori della vita civile come cultura, teatro, sport, turismo, ecc.

Numerosi, rispettati ed apprezzati, gli Italiani dell’argentina sono rimasti sempre idealmente legati alla patria e l’hanno fatta amare nella loro nuova residenza. Questi scambi, estranei al traffico delle merci, hanno un’importanza economica notevole, per quanto non sia facile valutarla, come pure è difficile valutare il contributo delle «rimesse» degli emigrati. Restringendo l’esame all’intercambio commerciale, si osserva che l’Italia vende in Argentina specialmente prodotti tessili (tessuti di cotone e seta, filati di canapa, rayon) e generi alimentari tipici nostrani (riso, olio di oliva, conserva di pomodoro, paste alimentari, vermout e vini), poi pneumatici, sigari e sigarette, macchinari, autoveicoli, marmi lavorati, ecc. Acquistiamo per contro in Argentina principalmente frumento, mais, avena, lana, pelli, carni congelate. Nel 1962 l’argentina ha importato dall’Italia merci per 121 milioni di dollari, ed esportato in Italia per 139 milioni di dollari.

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Michelle

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