Il sovraffaticamento sul lavoro

Sovraffaticamento da lavoro

La fatica è un segnale d’allarme: le nostre riserve di energia si stanno esaurendo. Perciò l’equilibrio fra lavoro e riposo è indispensabile. È una norma generale ovunque valida che entrate ed uscite debbano compensarsi. Le nostre entrate: alimentazione, riposo, sonno, distensione, ozio. Le nostre uscite: energia sia fisica, sia psichica che consumiamo, tanto come lavoro che come attività personale privata. Valutare e rimediare al sovraffaticamento professionale — e ad esso si aggiunge quello familiare e sociale — è compito del medico. Adeguare riposo e intervalli a questo o quel sovraccarico di lavoro fisico o psichico è funzione della medicina sociale. L’organismo umano non è una macchina in serie: ogni individuo possiede caratteristiche proprie. Non siamo rigorosamente identici, ma soltanto simili. Perciò, non tutti sono ugualmente capaci di compiere un dato lavoro allo stesso ritmo. Ogni individuo esplica la propria attività tanto nell’esercizio del proprio lavoro quanto nella vita familiare e sociale: bisogna studiare perciò il sovraffaticamento — cioè lo squilibrio lavoro-riposo, con eccesso del primo sul secondo — non soltanto sul lavoro ma anche, e con pari impegno, nella vita abituale. Lungamente trascurato dagli imprenditori e perfino dai medici, il surmenage si presenta sotto quattro aspetti: fisico, fisiologico, sensoriale e psichico, e la sua espressione globale si manifesta attraverso le frustrazioni e le deficienze croniche delle diverse funzioni organiche.

Tipologie di sovraffaticamento da lavoro

Di queste conseguenze si notano differenti forme:

1) stanchezza continua che non scompare col sonno, che anzi s’accentua al risveglio; peso alle gambe, crampi, dolori anche lancinanti nei distretti nervosi e muscolari ph affaticati: schiena, braccia, nuca, regioni lombare e dorsale, testa, ecc.

2) Disturbi da cattiva assimilazione: digestione lenta, dispepsie gastriche fermentative, inappetenza, dimagrimento.

3) Nevrastenia: periodi di eccitazione nervosa si alternano con altri di depressione sempre piú angosciata, con scoraggiamenti, melanconia, ripulsa del lavoro, diminuzione progressiva dell’automatismo e del rendimento (dimenticanze, sbagli). Si tratta di debolezza psichica: impossi-bilità di fissare l’attenzione, di usare la memoria (turbe che é errato definire come amnesie). Si notano anche turbe visive: occhi affaticati, scintillii luminosi negli sforzi di accomodazione. E una sensibilità estrema ai rumori. Tutti questi sintomi, che compaiono durante il lavoro, continuano a casa e l’andamento familiare ne risente.

Le cause del sovraffaticamento da lavoro

Cause fisiche: lavoro muscolare con movimenti senza tregua di durata superiore alle otto ore giornaliere. Ore straordinarie. Sedentarietà eccessiva. Intossicazioni prolungate.

Lavoro notturno: sovvertimento del ritmo naturale

Cause psichiche: monotonia e automatismo (lavoro a catena). Noia. Inutilità o ignoranza degli scopi del lavoro che si fa. Mancanza di piacere nel lavoro. Cause sensoriali: rumori forti, acuti o bruschi, a ritmo regolare e incessanti. Vibrazioni del corpo e delle mani. Atti multipli della vista e dell’attenzione.

Sovraffaticamento extralavoro

Cause fisiche: lavoro supplementare. Sforzi fisici: lavoro muscolare intenso o pratiche spor-tive.
Scuole serali. Preparazione di esami, oltre il lavoro abituale. Personalità timida, inquieta, non idonea a quel lavoro. Pensiero continuo del lavoro. Preoccupazioni di casa, dei bambini, coniugali (e relativi conflitti).

Prostrazioni morali o di ordine sociale. Ingiustizie, lavoro male retribuito o non riconosciuto. Cause sensoriali: svaghi artistici ma provocatori di sovraffaticamento: giochi, spettacoli, viaggi; inquietudine, trepidazioni, shock degli organi di senso. Nella realtà queste cause non sono abitualmente determinanti: una attività sensoriale piacevole, diversa dal lavoro solito, provoca piuttosto una interruzione del sovraffaticamento. Noi vediamo in pratica come l’ambiente nel quale vive chi lavora si lega al lavoro stesso e notiamo che sotto que-sto profilo la donna è molto piú dell’uomo nella condizione di essere sovraffaticata.

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Michelle

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