Il rumore sul luogo di lavoro

Rumore sul posto di lavoro

L’attività lavorativa dell’uomo e l’ambiente in cui essa si esplica, i metodi, le tecniche e i ritmi di lavoro sono alcuni degli aspetti che devono essere considerati per una efficace tutela della salute del lavoratore. Nei paesi più industrializzati opportune disposizioni legislative si occupano di questo importante aspetto della vita individuale e sociale ed, inoltre, allo scopo di migliorarle, continue ricerche ed indagini vengono condotte nei diversi settori dell’igiene, dell’assistenza sociale; della medicina del lavoro, ecc.

La sua dannosità

Il rumore è una specie di shock penoso che affatica bruscamente o progressivamente tutto il nostro organismo. Si distingue dai suoni armonici di intensità dolce, che invece agiscono come sedativi del sistema nervoso. Soprattutto in questi ultimi anni, nei congressi si è studiata a fondo — mettendola in rapporto con i fatti — l’influenza dei «rumori-shock» sul funzionamento dell’organismo. Sono appunto questi rumori che noi dobbiamo evitare. Del resto, tutta una nuova e giovane industria colla-bora con gli architetti per adattare le moderne costruzioni alla difesa contro i rumori.
Il problema dei suoni dannosi si manifesta in due aspetti: il soggetto è vittima di suoni, ma le sue capacità di difesa riescono a prevalere, almeno per un certo tempo; ovvero è senz’altro un soggetto intollerante del rumore, incapace di difendersene, con reazioni di ordine nervoso.

1) Soggetto che si difende contro i rumori – E’ indiscutibile che vi sono individui i quali, piú di altri, sono capaci di neutralizzare le perturbazioni sonore. Avviene così che in quella data officina meccanica o d’altro genere, gli esami di medicina preventiva, che hanno il compito di sorvegliare la funzione uditiva, possono rivelare che alcuni operai non presentano alcuna alterazione auricolare. Resistenza tutt’affatto particolare: si tratta di tino stato costituzionale quale può riscontrarsi a livello di altri organi di senso, la vista per esempio. Ugualmente si hanno soggetti che, ereditariamente hanno un udito buono o cattivo.

2) Soggetto che si difende male contro i rumori. Quando l’organismo si trova in minorata resistenza di difesa, i rumori ripetuti, monotoni, di suono grave, di grande ampiezza e persistenza, riescono ad affaticare un timpano che non ha tregua per rilassare la sua tensione elastica. Questi soggetti debbono essere controllati e debbono pure essere consigliati di cambiare lavoro per risparmiare il loro sistema nervoso. Sono vittime delle onde sonore, con tutti i traumatismi che ne conseguono.

La lotta contro i rumori

1) Sul lavoro – Soprattutto in America sono stati realizzati progressi per desonorizzare le macchine di officina e d’ufficio. In Francia e in Italia alcune ditte hanno realizzato nelle amministrazioni, negli ospedali, nelle scuole, negli studi, degli accorgimenti per isolare fonicamente e rendere isolati e impermeabili alle onde acustiche i soffitti e i muri, utilizzando vari minerali (lana di vetro, fibre di amianto, ecc.) che assorbono dette onde: i risultati sono senz’altro incoraggianti.

2) Nelle abitazioni – I materiali d’oggi non sono più quelli di un tempo e i rumori dall’esterno, e più quelli interni dell’immobile, sottopongono gli abitanti a un massimo di inconvenienti. Alcuni riescono a realizzare in casa propria un isolamento fonico, in attesa che nelle costruzioni moderne l’esperto d’acustica possa affiancarsi efficacemente all’architetto, all’imprenditore e all’igienista. E’ comprensibile il progresso che s’avrà con le applicazioni di materiale isolante dei suoni e quale tranquillità potrà accogliere nella casa il nostro lavoratore tramortito da una cavità così rumorosa.

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Michelle

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