Il medico ai tempi del web

Il medico ai tempi del web

Se il 61% dei pazienti si rivolge al medico familiare, sembra che un cittadino italiano ogni cinque chiede a Mister Google informazioni di qualsiasi tipo sulla malattia più cercata nell’epoca 2.0: il diabete. A confermarlo è  il Diabetes Web Report 2015, con cui il Diabetes Web Observatory Group si propone di valutare il fenomeno e di promuovere una riflessione sul comportamento online delle persone con diabete. L’obiettivo della ricerca è stato di tipo antropologico-psicologico, ossia finalizzato ad analizzare il comportamento delle persone affette dalla malattia nell’epoca 2.0.

I dati emersi dallo studio, in particolare, hanno dimostrato che i pazienti malati di diabete in genere si rivolgono al web prima che al medico. Lo studio è stato effettuato con l’aiuto di oltre 800 medici e quasi 500 pazienti malati di diabete che hanno accettato di rispondere alle domande attraverso un quiz on line. Il medico di famiglia Dall’indagine, inoltre, il medico di famiglia ne esce come una figura marginale, visto che solo il 9% dei pazienti si rivolge a lui per avere informazioni. Probabilmente questo è il risultato della tendenza di un gran numero di medici di famiglia a delegare agli specialisti la cura dei pazienti: se prima il medico di medicina generale era il punto di riferimento per tutti i membri della famiglia e persona di grande esperienza, ora è spesso solo colui che prescrive farmaci o visite specialistiche.

Il ruolo dello specialista

Per fortuna il diabetologo rimane invece il punto di riferimento del paziente, visto che il 61% si rivolge a lui per avere chiarimenti, anche se spesso, come la stessa categoria di medici dichiara, molti pazienti si rivolgono al web per avere informazioni più dettagliate circa la propria patologia.

Chi sono i cyber pazienti e cosa cercano

I pazienti che si rivolgono a mister google per avere chiarimenti su una malattia sono soprattutto le donne con un età compresa tra i 30 e i 60 anni: sono donne che possiedono una formazione specializzata (spesso laureate co master e titoli di studio post laurea), sono quasi sempre lavoratrici e soffrono della patologia diabetica da almeno 10 anni. Gli argomenti ricercati in rete sono molto ampi: si va dai sintomi ai rimedi naturali, passando per l’alimentazione e le attività organizzate dalle associazioni dedicate a questa patologia. Secondo le statistiche, si naviga fino a 3 ore al giorno e quasi il 30% dei pazienti riesce a consultare il web per fare ricerche anche per un periodo di tempo superiore. L’argomento più cercato è il diabete.

Il desiderio di saperne di più

Il più delle volte le informazioni ottenute dal “medico virtuale” servono per saperne di più e poi discuterne con il medico reale, in questo caso il diabetologo. Questo modo di interagire con il proprio medico e di non accettare passivamente le sue prescrizioni è alla base dell’empowerment del paziente (ne parliamo a pagina 10). Inoltre, Internet rappresenta un momento importante di condivisione: la persona con diabete può confrontare la propria esperienza con altre persone nella sua stessa condizione, e trarne giovamento sia dal punto di vista della terapia sia psicologico. “L’healthnauta infatti, grazie alle enormi potenzialità del web accede autonomamente ad informazioni e racconti di storie di malattia e si può confrontare con altri che condividono la sua stessa condizione, emotiva e di salute”.

“Accanto ai medici, finora unici decisori delle scelte terapeutiche per i propri pazienti, oggi si affacciano altri influenzatori on line non sempre noti, che possono essere medici oppure cultori della materia, sulla cui affidabilità peraltro non di rado mancano riscontri, ma sono spesso anche persone comuni e altri pazienti, con un ruolo di informazione e confronto che modifica sostanzialmente il rapporto tradizionale tra paziende e medico”.

No al fai da te

I medici sono per la maggior parte favorevoli a questa tendenza di cercare informazioni sul web. molti medici considerano utile il web, ma assolutamente non esaustivo o comunque sostitutivo della figura medica specializzata. Il rischio per il paziente è quello di allarmarsi troppo facilmente, o  – al contrario – di sottovalutare sintomi e problemi che potrebbero nascondere insidie più serie.

L’importante è verificare le fonti e chiedere sempre conferma al proprio medico e non prendere iniziative sulla terapia senza averlo prima consultato. Spesso chi si informa attraverso la rede, rivolgendosi a Mister Google, non è in grado di comprendere che i contenuti del web non rappresentano sempre una verità scientifica e per questo – anche da un punto di vista emotivo – può essere condizionata nel bene o nel male. Pertanto è importante consultare ‘il web’ con le dovute precauzioni e soprattutto non pensare che internet possa sostituire la preparazione di un medico specializzato. L’invito è rivolto soprattutto ai malati di diabete, dal momento che secondo le ultime statistiche pubblicate da Google sono proprio i pazienti affetti da questa patologia ad effettuare il maggior numero di ricerche on line.

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Michelle

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