Le malattie dei denti

I peggiori nemici dei denti

 

Nei paesi industrializzati molti soffrono di carie. Ma sono in aumento anche le infiammazioni alle gengive e persino i tumori. Alcol e fumo sono i fattori di rischio più alto con l’ereditarietà. Ma qualcosa si può fare per contrastarli.

Carie

La carie è una malattia degenerativa dei tessuti duri del dente (smalto e dentina) e, se trascurata, arriva fino a quelli molli (polpa). Spesso non dà sintomi: quando provoca dolore significa che è già penetrata in profondità.
CAUSE

  1. Il batterio Streptococcus mutans.
  2.  Gli zuccheri fermentabili (saccarosio, glucosio, maltosio, lattosio, fruttosio): non conta la quantità totale di zuccheri assunti nella giornata, ma la frequenza con cui sono assunti senza lavarsi i denti, perché i batteri li fermentano acidificando il pH della bocca e aggredendo smalto e dentina.
  3.  Le ridotte difese immunitarie: ci sono persone più soggette di altre.

CURE

Le otturazioni con il trapano (turbina) e le resine, che hanno sostituito l’amalgama (lega contenente mercurio e altri metalli). Per quelle meno profonde, specie nei bambini, oggi si può usare il laser al posto del trapano.

PREVENZIONE
Igiene orale con spazzolino, filo interdentale e dentifricio al fluoro che riduce la formazione di nuove carie del 33,3 per cento, perché impedisce la demineralizzazione dello smalto.

Parodontite

È un’infiammazione delle gengive con formazione di “tasche” gengivali (aumento del solco tra dente e gengiva), mobilità dei denti, riassorbimento dell’osso e, negli stadi più avanzati, perdita dei denti.
CAUSE

  1.  La placca batterica: 1 millimetro di placca dentale, del peso dil milligrammo, contiene più di 200 milioni di cellule batteriche.
  2. L’ereditarietà: i figli di genitori affetti da parodontite sono 12 volte più a rischio di essere sensibili all’azione di batteri che causano la malattia. Questi ultimi, inoltre, si trasmettono per via orale.
  3. Il tartaro: è la placca batterica mineralizzata e impedisce di rimuovere quella batterica che causa le infiam-mazioni alle gengive.
  4. Il fumo: più si fuma, maggiore è il rischio di sviluppare la malattia, in forma grave. Il fumo causa il ritiro progressivo delle gengive e il riassorbimento dell’osso, anche se non c’è una parodontite.

CURE

1. Pratiche di igiene orale quotidiana per la rimozione della placca.

2. Trattamento meccanico non chirurgico (per esempio con il laser).

3. Antibiotici, in alcuni casi.

4. Trattamento chirurgico per ridurre le tasche profonde e correggere tutte le alterazioni gengivali e ossee che favoriscono l’accumulo di placca batterica.
PREVENZIONE

Con la corretta igiene orale ed evitando di fumare, la parodontite può essere prevenuta anche nelle persone predisposte a contrarla.

Tumori

In Italia il cancro della bocca in tutte le sue forme (del labbro, della lingua, della faringe e della cavità orale) colpisce ogni anno circa 8 maschi e 2 donne ogni 100mila persone. Il tasso di mortalità a cinque anni dalla diagnosi è piuttosto alto (56 per cento) e per questo la diagnosi precoce è molto importante.
FATTORI DI RISCHIO

  1.  Il fumo: chi fuma più di 20 sigarette al giorno ha un rischio cinque volte maggiore rispetto ai non fumatori.
  2. L’alcol: un prodotto del metabolismo dell’alcol, l’acetaldeide, favorisce la formazione di tumori e, più in generale, il consumo di alcol attiva nel nostro organismo sostanze cancerogene.
  3. I virus, in particolare il Papilloma virus. Secondo uno studio, su quasi cinquemila casi di tumore orale analizzati, ben il 22 per cento è risultato positivo per il Papilloma virus.

PREVENZIONE

Evitare il fumo e gli alcolici, in parti-colare i superalcolici. Imparare ad autoispezionarsi la bocca: il tumore può presentarsi come una zona ulcerata, un nodulo, una massa più o meno dura nei tessuti molli (palato, gengive) oppure come un neo. Nelle fasi biiniziali di solito si manifesta con un cambiamento di colore: un’area rossa, bianca o rossa e bianca.

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Michelle

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