I curiosi non invecchiano mai

I curiosi restano sempre giovani

Vuoi essere protagonista della tua vita? Fai come i bambini: esplorano il mondo armati di un’inesauribile curiosità. Così sarai sempre stimolato a imparare nuove cose e aperto verso gli altri. Inoltre, proprio così, non invecchierai mai. Che cosa ci tiene incollati allo schermo per sapere come va a finire un film?

La curiosità muove il mondo

Cosa ci porta ad ascoltare attentamente i racconti degli altri, ma anche a studiare o semplicemente a leggere fino all’ultima riga un articolo di Airone? Probabilmente la curiosità, un’inclinazione che tutti conosciamo ma che paradossalmente la psicologia ha studiato poco. Lo ammettono anche i cognitivisti Celeste Kidd e Benjamin Hayden dell’Università di Rochester (Usa), che lo scorso novembre hanno pubblicato sull’autorevole rivista Neuron un articolo su questo tema. Se è vero che i dibattiti su cosa sia la curiosità vanno avanti almeno metà Ottocento, quando gli psicologi iniziarono a studiare i meccanismi che spingono i bambini verso oggetti mai visti o nuove esperienze, a oggi manca ancora un accordo su come definire questa attitudine.

Un tratto di tutte le specie

Della curiosità oggi conosciamo molti aspetti biologici e neurologici. Raggiunta da Aimne, Celeste Kidd spiega che «la curiosità è la forza che ci motiva all’esplorazione e all’apprendimento, ed è quindi un motore di conoscenza». Non riguarda però solo l’uomo: tutte le specie animali ne mostrano qualche forma. Una decina di anni fa, studiosi del Max-Planck Institute di Monaco (Germania) avevano scoperto nelle cinciallegre (Parus inajor) l’esistenza di una variante di un recettore cerebrale responsabile di uno spiccato comportamento esplorativo e dunque di una forte curiosità in situazioni nuove. Ma persino alcune specie più semplici sono in qualche modo curiose: «Per esempio il Caenorhabditis elegans, un verme che utilizza una forma di curiosità per procurarsi il cibo», aggiunge Kidd. Ne parlò anche Leonardo Ma possiamo considerare quella animale una curiosità al pari di quella umana? Certamente no: secondo gli scienziati, una definizione corretta si dovrebbe basare sulle motivazioni che spingono a cercare nuove informazioni. Per essere definita curiosità, la pulsione alla conoscenza e alla
scoperta dovrebbe essere indotta da ragioni non primarie e materiali come appunto il cibo. Ed è infatti ciò che capita all’uomo, che usa la curiosità per fini superiori: «Io vedo la curiosità come forza interiore che ci permette
di affrontare la vita come soggetti e non semplici oggetti di quanto ci accade», spiega lo psicologo Luca Mazzucchelli, autore di Prova a cambiare (Sperling & Kupfer). «La curiosità è spesso l’elemento che distingue chi crea la propria vita da chi invece si lascia vivere». Non a caso i filosofi in tutte le epoche ne hanno sottolineato il legame con la creatività: già Leonardo Da Vinci inseriva la curiosità tra quelli che riteneva i 7 principi dell’intelligenza umana.

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Michelle

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