Porta d'intresso di Napoli sotterranea

Gli speleologi di Napoli Sotterranea

Chiamato con vari soprannomi, tra cui ‘la città parallela‘ e ‘la città al negativo’, il mondo sotterraneo di Napoli viene definito dai due speleologi locali Fulvio e Luca ‘la macchina del tempo’. Come spiega Fulvio. “basta scendere di 30 o 40 metri per essere trasportati dal XXI secolo al 2000 a.C. Alcuni segni lasciati dalle accette sul tufo, infatti, sono antecedenti alla nascita di Cristo’: Per Fulvio e Luca, la possibilità di fare continuamente nuove scoperte è come una droga: “Possiamo scendere 30 volte nella stessa cisterna e trovare ogni volta nuovi oggetti, come le lampade a olio usate dagli scavatori greci e romani”.

Una delle loro scoperte più memorabili è avvenuta dopo che si sono imbattuti casualmente in una scala dall’aspetto insolito, situata dietro a un vecchio pollaio in un antico palazzo del quartiere di Arenella. “Scesi la scala e passai attraverso un varco nel muro”, racconta Fulvio. “Giunto in fondo, accesi la torcia e rimasi a bocca aperta alla vista di colonne istoriate e pareti ricoperte di affreschi che rappresentavano le antiche divinità egizie Iside. Osiride e Seth. Crediamo di aver scoperto una parte della Secretorum Naturae Accademia, il laboratorio usato dallo studioso, alchimista e drammaturgo Giambattista della Porta (1535-1615) dopo che l’Inquisizione gli aveva ordinato di porre fine ai suoi esperimenti”.

Le associazioni speleologiche come NUg (Napoli Underground Group) rivestono un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio collettivo cittadino: “NUg conta tra i 10 e i 15 membri, ciascuno dei quali svolge un compito ben preciso durante le nostre spedizioni, per esempio è fotografo, regista o assistente medico. Siamo come una macchina ben oliata che ha il compito di ricucire i piccoli strappi della storia cittadina. È un po’ come fare un puzzle: ogni nuovo tunnel o cisterna che troviamo è una tessera. Il puzzle è troppo grande perché possiamo terminarlo da soli, ma almeno avremo dato un contributo a importanti scoperte scientifiche, storiche e archeologiche”.

L’intervento degli speleologi e i segreti riscoperti

Appassionati speleologi professionisti e volontari continuano a riscoprire e a rendere accessibili siti e segreti da tempo dimenticati. Il loro impegno ha destato l’interesse della rivista National Geographic e della BBC, che ne hanno documentato il lavoro con appositi servizi. Oggi lo speleologo Luca Cuttitta gestisce l’affascinante Museo del Sottosuolo, dedicato agli speleologi e ai tesori da loro scoperti. Nascosto in Piazza Cavour, tra il centro storico e il rione Sanità, è costituito da una serie di cisterne sotterranee restaurate che riportano in vita siti inaccessibili al pubblico, da un santuario in onore di Priapo, dio greco-romano della fertilità, a un ipogeo (camera sotterranea) di epoca ellenica decorato con tonalità rossastre.

I preziosi detriti che un tempo intasavano i pozzi ora sono esposti in mostra e spaziano da rare piastrelle di maiolica a utensili domestici risalenti alla seconda guerra mondiale. Il museo è stato fondato da Clemente Esposito, un veterano della speleologia affettuosamente soprannominato ‘il papa del sottosuolo’ nei circoli speleologici locali. Ancora più entusiasmanti sono i tour (www.ilmuseodelsottosuolo.it; visite guidate inferi/ridotti €35/25) speleologici organizzati dallo speleologo Luca Cuttitta, che toccano angoli inesplorati e ignoti anche ai napoletani. Durante queste visite non è raro fare scoperte sorprendenti, si tratti dell’ennesimo rifugio bellico sotterraneo, di un’incisione paleocristiana o di un’urna greca ancora più antica. Per i tour, che si svolgono durante i weekend e durano tre ore, è richiesto un numero minimo di sei partecipanti. Raggiungere il numero minimo non è un problema per le associazioni che propongono tour sotterranei più turistici, come Napoli Sotterranea e Borbonica. Sotterranea. Mentre il tour Tunnel Borbonico organizzato da Borbonica Sotterranea permette di visitare il tunnel borbonico che corre sotto il Monte Echia (sede del più antico insediamento della città), Napoli Sotterranea conduce un flusso costante di visitatori sotto il centro storico per ammirare i resti di un teatro romano frequentato dall’imperatore Nerone e una cisterna riportata all’antico splendore e riempita di acqua.

Per conoscere meglio il mondo sotterraneo di Napoli, visitate il sito www.napoliunderground.org, ricco di informazioni. Tra delusioni e speranze Eppure, nemmeno l’entusiasmo contagioso degli speleologi napoletani è sufficiente a salvaguardare il sottosuolo della città. L’epoca d’oro degli anni ’90, che vide le autorità comunali finanziare generosamente la ricerca speleologica, è ormai tramontata, sommersa da intoppi burocratici e beghe politiche.

Di conseguenza molti siti preziosi scoperti dagli speleologi napoletani sono stati abbandonati a tempo indeterminato, in mancanza di fondi adeguati a garantirne la tutela e il restauro. Come lamenta Fulvio Salvi del NUg (Napoli Underground Group): “Il problema è che Napoli è troppo ricca di tesori storici. Regna l’indifferenza perché sembra quasi di essere ai grandi magazzini”. Più positiva è stata la scoperta, da parte del NUg, di un lungo corridoio ad anello sotto i Quartieri Spagnoli.

L’associazione si era rivolta al Comune affinché trasformasse questa costruzione, facente parte dell’antico quartiere di Largo Baracche, in un centro civico, di cui si sentiva la necessità urgente, ma gli amministratori hanno ignorato la richiesta. Destinato a essere occupato abusivamente, il luogo è stato salvato da un gruppo di giovani e appassionati attivisti chiamato SABU che, dopo averlo ripulito, nel 2005 ha aperto un laboratorio artistico no profit con annessa galleria. I responsabili dello spazio sono Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore, entrambi con studi di archeologia alle spalle. Come spiega Giuseppe, “la galleria è uno spazio aperto dove artisti emergenti possono esporre le loro opere, e tra di essi vi sono anche giovani diplomati dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; purtroppo a Napoli mancano spazi simili”. Il luogo è conosciuto anche per ospitare un murales permanente, realizzato dai due più famosi street artist cittadini, cyop&kaf (www.cyopekat.org). Per vederlo, dovrete farvi spegnere la luce: è l’unico modo per ammirare la vernice fosforescente del graffito.

 

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