Finanziamenti alle imprese: di cosa si tratta

in che cosa consistono i finanziamenti alle imprese

L’Italia è piombata ormai da diversi anni in una crisi economica molto profonda, una crisi che ha paralizzato gli apparati produttivi e che ha causato la perdita del lavoro per moltissime persone. Chi ha perso un lavoro stabile molto difficilmente ne troverà un altro, innanzitutto perché l’offerta è poca e, in secondo luogo, perché alcune categorie professionali partono svantaggiate.

In un paese dove i giovani fanno fatica ad emergere l’Italia sembra essersi dimenticata anche di coloro che hanno ormai raggiunto una certa soglia d’età ma per i quali la perdita del posto di lavoro è pesata doppiamente perché su queste persone gravano le spese di un’intera famiglia. E’ un groviglio dal quale sembra difficile uscire, anche perché i lavori che vengono proposti ai giovani non sempre sono allettanti, non soltanto dal punto di vista economico ma anche da quello contrattuale. In ogni caso, se le imprese verranno aiutate e agevolate sia sotto l’aspetto economico sia per quanto riguarda l’assunzione di personale allora sarà possibile cominciare a sperare in qualche cambiamento positivo.

Le tipologie di finanziamenti

Un’impresa può essere finanziata attraverso due modalità, In particolare, è possibile finanziare l’azienda tramite capitali propri. Ciò vuol dire che l’impresa si finanzia con i fondi che appartengono al titolare della stessa oppure ai soci che ne fanno parte. A tal proposito, non è detto che il finanziamento debba essere fatto in denaro; esiste, infatti, anche la possibilità di immettere nell’azienda nuovi capitali che provengono da beni, come ad esempio fabbricati, terreni o altro ancora. Un’impresa si può finanziare (ma questo presumibilmente nel medio-lungo periodo, non nel breve) anche con gli utili che l’azienda stessa ha realizzato, nel dettaglio con quegli utili che non sono stati prelevati dal proprietario o dai soci.

I vero e propri finanziamenti alle imprese, però, riguardano quei capitali che un’azienda riceve da banche, fornitori o enti. L’idea alla base della concessione di un finanziamento è la convinzione che l’azienda beneficiaria dello stesso riuscirà entro un certo lasso di tempo a restituire, grazie agli utili realizzati, il prestito ricevuto. Si parla, in questo caso, di finanziamenti di terzi. Da questo punto di vista, un’azienda deve considerare un finanziamento come un vero e proprio debito il quale può essere di breve, medio o lungo termine. I debiti di breve termine durano meno di un anno, quelli di medio termine hanno una durata variabile dall’uno ai cinque anni mentre quelli di lungo termine si protraggono per più di cinque anni.

Debiti di finanziamento e debiti di regolamento

All’interno del vasto settore dei finanziamenti di terzi è possibile attuare un’ulteriore divisione. Da una parte abbiamo i debiti di regolamento, dall’altra i debiti di finanziamento. I debiti di regolamento sono debiti, per così dire, commerciali, nel senso che riguardano il pagamento dilazionato entro un certo arco di tempo di beni o servizi che l’azienda acquista per svolgere le mansioni quotidiani necessarie per portare avanti l’attività.

Discorso diverso, invece, per i debiti di finanziamento che si riferiscono proprio ai prestiti che una banca, un ente o un istituto finanziario eroga all’impresa. In tal caso, infatti, non si tratta della fornitura di beni o servizi ma di denaro vero e proprio che entra nelle casse dell’impresa, denaro che si rende necessario, spesso, per avviare l’attività. Sono i debiti di finanziamento quelli che richiedono gli imprenditori per aprire nuove attività ed è da questo tipo di finanziamenti che, oggi, dipende gran parte dello sviluppo di nuopìve realtà imprenditoriali.

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Michelle

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