Cosa mangiare a mezzogiorno?

cosa mangiare a pranzo?

E’ il pasto che deve offrirci le riserve di energia. Per noi italiani è il pasto principale, il più abbondante ed alcune note sul comportamento interno degli organi all’ora di mezzogiorno ci serviranno di guida per elaborare scientificamente il nostro pasto.

Se fra le 7 e le 8 abbiamo consumato la prima colazione ed è stata svolta una certa attività muscolare o intellettuale, i nostri tessuti e il nostro sangue filtrano da loro normalmente il minimo di riserve utilizzabili, cioè trasformabili in unità di lavoro. I muscoli contengono alcune sostanze tossiche: «le tossine» prodotte dalla fatica. Alcuni lamentano stanchezza alle gambe, pesantezza, particolare affaticamento degli occhi, tendenza a vertigine, mal di testa, tutti sintomi che rivelano la reazione del sistema nervoso alla fatica.

Queste sensazioni spariscono dopo aver mangiato. Il senso di fame è il campanello di allarme che l’organismo utilizza per tradurre il proprio bisogno di ricarica in calorie. Tuttavia non c’è proporzione tra le sensazioni provate e le riserve cui può attingere l’organismo. Vi sono soggetti che hanno fame, ed anche molta, perché il loro appetito (in contrasto coi reali bisogni dell’organismo) insegue, solo per piacere, la ricerca del cibo. Inoltre è in gioco l’automatismo nervoso riflesso, un richiamo alla tavola: i cibi offerti, piú o meno variati, stimolano la secrezione gastrica. Infatti se il bisogno di mangiare corrispondesse in pieno ad un vuoto di riserve di energia, il soggetto mangerebbe o divorerebbe cibi molto semplici, preparati anche grossolanamente. La sola fame non ci segnala sempre la quantità di cibo di cui abbiamo bisogno.

Ci serviranno piuttosto la ragione, la prudenza, l’applicazione della scienza dietetica, la conoscenza delle turbe e delle malattie gravi della super alimentazione per fissare le norme, non nocive, degli alimenti che consumeremo a mezzogiorno. Coloro che devono consumare un pasto abbondante sono, come abbiamo già visto, i soggetti addetti ai lavori pesanti, gli sportivi e gli astenici.

I soggetti addetti ai lavori pesanti

Il lavoro fisico che mette in gioco funzioni muscolari e respiratorie richiede all’organismo gran quantità di energia. Le ghiandole surrenali la distribuiranno, come pure l’accumuleranno nelle loro cellule. Queste ghiandole, che potremmo chiamare ghiandole dell’energia, lavorano in collaborazione con la tiroide (ghiandola che fa sparire le riserve dei tessuti grazie allo iodio del suo ormone) e con il pancreas (che secerne l’insulina, ormone che favorisce la trasformazione degli zuccheri in energia muscolare). Perché queste ghiandole possano funzionare, devono essere fornite di alimenti energetici e iperattivi. Piú le ghiandole endocrine (surrenali e tiroide) saranno cariche di principi alimentari, piú si attenuerà la sensazione di fatica e saranno aumentate le possibilità di lavoro. Dunque il pasto dovrà comprendere alimenti glicidici, alimenti minerali e alimenti vitaminici. Ma siccome il dispendio è rilevante, per questo pasto, piú che per altri, bisogna trovare alimenti misti che offrano energia e principi riparativi: le sostanze azotate hanno questa funzione. Il pasto sarà cosí composto. Alimenti energetici: patate, pasta (o riso o cereali), pane, pasticceria, miele.

Alimenti riparativi ed energetici: carne o uova, o pesce, o lenticchie, fave, fagioli, formaggi (groviera).

Alimenti riparativi: insalata verde, verdure crude, frutta, burro crudo, olio di oliva, frutti oleosi (soprattutto in inverno).

Come bevande: acqua con vino o vino schietto, ma senza superare i due bicchieri per pasto e secondo la tollerabilità. Senza pretese di stabilire una precisa razione, ecco il valore in calorie di un pasto del mezzogiorno per un lavoratore manuale, secondo alcuni autori: sostanze azotate animali 30 grammi, sostanze azotate vegetali 35 grammi, ; grassi 80 grammi.

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Michelle

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