Cosa fare in caso di BPCO

La BPCO, o Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, è una malattia grave che colpisce soprattutto i fumatori ma non solo.

Si tratta di una patologia cronica delle vie aeree e dei bronchi, che è caratterizzata da pochi sintomi nella fase silente (che può durare anche anni) e poi si manifesta con espettorato denso, tosse, difficoltà a respirare. Colpisce il 5/6% della popolazione ed è soprattutto collegato al fumo, attivo e passivo, ma non solo. Il 25% dei fumatori, secondo le statistiche, viene colpito da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva. 

Uno dei grossi problemi della BPCO, che la rende una malattia estremamente infida, è il fatto che i suoi sintomi iniziali, come la tosse e l’espettorazione, vengono spesso sottovalutati o scambiati per altro. 

Sono invece il tentativo del corpo di difendersi da un agente patogeno che si trova nelle vie aeree e che è molto dannoso. La diagnosi, spesso, arriva tardi, quando la malattia è avanzata e quando i sintomi si sono fatti numerosi. 

La diagnosi di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva avviene per mezzo dell’analisi della storia del paziente, quindi con un esame si verifica l’ostruzione delle vie respiratorie (spirometria). 

Cosa fare quando si è affetti da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva? Innanzitutto dipende dallo stadio al quale ci si trova. Ovviamente bisogna immediatamente smettere di fumare e cominciare ad assumere uno stile di vita sano ed attivo, a latere dell’assunzione dei medicinali che sono stati prescritti dal medico. L’assunzione di uno stile di vita migliore, con del movimento compatibilmente alle proprie condizioni, senza bere e fumare e mangiando in modo sano, è certamente un aiuto. 

Quando però ci si trova nelle fasi avanzate di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, allora anche fare movimento può risultare impossibile: anzi, uno dei sintomi tipici della malattia è proprio il fatto che si fa fatica a fare anche i più semplici movimenti senza perdere il respiro. 

Le cure disponibili oggi contro questa malattia sono innanzitutto farmaceutiche, i broncodilatatori in primis, per far tornare il calibro dei bronchi più vicino possibile alla dimensione fisiologica e quindi favorire il respiro. 

I farmaci broncodilatatori possono essere a rapida insorgenza, vale a dire che operano rapidamente soprattutto nel caso in cui si abbiano crisi o sintomi improvvisi, ovvero a lunga durata, con un’azione ‘spalmata’ nel corso del tempo che può durare fino a 12 o 24 ore, a seconda del principio attivo contenuto nel farmaco. 

Inoltre, in alcuni casi si associano anche delle terapie anti infiammatorie, se c’è troppo espettorato. 

Purtroppo, spesso si assiste, nel corso della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, a riacutizzazioni, con aumenti improvvisi della tosse e della produzione di muco, in questi casi il medico aumenterà la dose di farmaci. 

Nelle forme più gravi di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, quando si ha insufficienza respiratoria, la terapia da porre in atto è l’ossigeno terapia, specie se si ha anche una malattia cardiaca. 

Lo scopo della terapia contro la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva è quello di migliorare i sintomi, cercare di frenare il decorso della malattia, prevenire le complicazioni connesse alla BPCO, ridurre la mortalità, e migliorare la resistenza del corpo. Per approfondimenti clicca qua.

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Edoardo

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