Scegliere la biobanca

Conservazione del cordone ombelicale, come scegliere la migliore biobanca

Quando si ha un figlio, quanto meno negli ultimi anni, il dubbio dei novelli genitori è sempre lo stesso: conservare il cordone ombelicale per il futuro del piccolo, oppure donarlo alla ricerca, e fare quindi una scelta per il bene della comunità Non c’è nessuno che possa dire quale sia la scelta più giusta, e farne un discorso di etica non sarebbe condivisibile. Ognuno ha il diritto di comportarsi secondo le proprie idee, senza essere influenzato in modo subdolo dai media. È indispensabile che i genitori riflettano per bene prima di fare la scelta, confrontandosi con le persone vicine che possono fornire un aiuto concreto.

Poniamo il fatto che il genitore opti per conservare il cordone del figlio in una biobanca, conscio che le cellule staminali contenute nel sangue potrebbero, un giorno non troppo lontano (anche se l’auspicio è che il proprio figlio possa sempre godere di ottima salute) essere importantissime per la sua vita. Non è un mistero, infatti, che le cellule emopoietiche contenute nel cordone ombelicale abbiano la capacità di trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula, configurandosi come fondamentali per qualsiasi tipo di cura a base di staminali. La decisione c’è, ma come orientarsi nella scelta?

I parametri da non sottovalutare nella propria scelta

Diciamolo subito, scegliere la migliore biobanca non è certo una passeggiata. Partiamo dal principio: in Italia le biobanche non sono consentite, quindi mettetevi l’anima in pace, non ne troverete nessuna all’interno dei confini nazionali. Ciò che dovrete fare per assicurare la salute futura di vostro figlio è quello di rivolgervi a delle strutture all’estero, poco fuori i confini nazionali. In Svizzera, solo per citare un paese di frontiera, sono attive diverse biobanche, scelte dagli italiani per conservare il cordone ombelicale dei figli.

Le possibilità di scelta sono, tuttavia, numerose. Ecco perché dovrete valutare alcuni aspetti non insignificanti relativi alle varie biobanche. In sostanza, non date nulla per scontato e considerate tutte le alternative. Punto primo, informatevi nello specifico nel servizio offerto: per essere efficace ed efficiente, infatti, una struttura deve essere aperta 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Esatto, non sono ammesse chiusure, chi può dire quando un genitore può necessitare delle cellule staminali del figlio? La salute non conosce orari di chiusura. Punto secondo: controllate quanti campioni sono conservati in ogni singola banca. Per molte persone potrebbe non essere un parametro rilevante, perché la qualità non si misura in base ai numeri, ma se molti genitori scelgono una stessa banca del cordone ombelicale, un motivo ci sarà, no?
Un altro parametro da valutare nella scelta della propria biobanca? Abbiate cura di informarvi sul direttore della biobanca, sul proprio curriculum e sulle proprie competenze. Nonché sulle sue pubblicazioni in termini di cellule staminali. Si tratta solo di una serie di valutazioni preliminari, che molti potrebbero considerare irrilevanti se prese singolarmente, ma che vi assicuriamo essere la cartina al tornasole della biobanca perfetta per la conservazione del “vostro” cordone.

About the author

Michelle

View all posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *