Conoscere la vipera

Conoscere la vipera

Genere di Rettili Squamati appartenente al sottordine degli Ofidi e rappresentante tipico della famiglia dei Viperidi. Diffuso in Asia, Africa ed Europa; in Italia è rappresentato da 4 specie, che sono anche gli unici Ofidi velenosi presenti nel nostro paese. I caratteri distintivi del genere sono i seguenti: capo depresso e ben distinto dal collo, tronco massiccio ed alquanto corto, coda piuttosto breve. La lunghezza media del corpo è di circa 40-50 cm., mentre la specie piú grande, la vipera di Russel, giunge a m. 1,40. Nella squamatura del corpo si osserva la presenza di placche parietali e frontali ben sviluppate; le sopraoculari sono separate dalla frontale e sporgono in guisa di grondaia al di sopra dell’occhio. Le vipere sono caratterizzate anche dalla presenza di una o due serie di placchette fra l’occhio e le placche labiali superiori; inoltre fra la placca rostrale e quella nasale è a volte interposta una piccola placca prenasale. Le squame dorsali sono carenate e portano un poro apicale; sono disposte in file longitudinali, in nu-mero variabile da 19 a 31; le placche subcaudali sono disposte in doppia serie. Fra le specie italiane, vipera aspis (volgarmente: vipera aspide o semplicemente aspide) è la piú comune. Ha testa grossa, appiattita, foggiata a cuore e coperta di piccole placche irregolari per forma e disposizione. Inoltre il profilo del muso è volto all’insú; ciò la differenzia bene dalle altre 3 specie italiane; infatti vipera berus e vipera. ursinii hanno profilo diritto, mentre vipera ammodytes porta sul muso un caratteristico e piccolo corno. La vipera aspide ha colorazione alquanto variabile; la tinta di fondo, di solito, è cenere chiaro o grigio giallastro o rossastro o brunastro. La macchiatura del dorso è più o meno evidente; anche le zone ventrali hanno tinte varie, brunastre, bruno-giallastre, ecc., con macchie bianche. La e coda, a volte, ha una vivace colorazione aranciata. Questa specie è diffusa in tutta la penisola italiana, in Sicilia, nell’isola d’Elba e nelle isole minori (manca invece in Sardegna, che non ospita nessun’altra specie di vipera). È presente sia in pianura e che sui monti ove raramente si spinge oltre i 2500 m. di altitudine. Vive nelle ave zone aperte con vegetazione scarsa, prediligendo le zone ricche di sassi e di rupi, ai margini dei boschi e dove la luce del sole è abbondante. Tuttavia non sosta all’aperto quando il calore è troppo elevato e pertanto è possibile trovarla in attività solo di giorno in primavera ed autunno. D’estate pur essendo attiva in tutte le ore della giornata, sfugge agli eccessivi calori. In inverno cade in letargo. Si nutre di uccelletti, piccoli sauri, roditori, ecc., che vengono catturati fulmineamente e nei quali il veleno agisce rapidamente. Quando la vittima è resa inoffensiva ed immobilizzata dal veleno la vipera l’assale di nuovo e comincia ad ingollarla. Nei riguardi dell’uomo questa vipera non si mostra aggressiva, e morde, inoculando il veleno, solo come estrema difesa. Se si sente minacciata assume un atteggiamento terrifico, rizzando il collo ed il capo, soffiando e dardeggiando la lingua. I casi di avvelenamento non sono molto numerosi e sono quasi sempre dovuti a disattenzione o fatalità. Il veleno di questa vipera non è sempre mortale per l’uomo e spesso la sua maggiore o minore gravità è dovuta anche alle condizioni fisiche o ad una maggiore o minore resistenza naturale del soggetto colpito. Tuttavia occorre agire con estrema tempestività onde scongiurare le conseguenze piú gravi, cercando di isolare la parte colpita in modo che il veleno non entri in circolo, provocare un’abbondante fuoriuscita di sangue in coincidenza con il punto in cui è avvenuta la morsicatura ed iniettare il siero antiofidico. Comune da noi quanto la vipera aspide è il marasso palustre o, semplicemente marasso (vipera berus), piú frequente nelle regioni settentrionali mentre in quelle centrali e meridionali, così come nelle isole, si trova di preferenza vipera aspis. Il marasso, diffusò anche in quasi tutto il resto dell’Europa ed in Asia centro-settentrionale, ha una lunghezza media di 65 cm., di cui circa 3-5 cm. spettano alla coda, ed un aspetto d’insieme che non si discosta molto da quello delle nostre altre vipere. Come si è detto si riconosce dalle specie affini per il profilo del muso, che è diritto e non rialzato all’estremità. Inoltre il marasso ha le placche sopraoculari, le parietali e la frontale ben sviluppate; gli occhi sono piccoli e la squamatura è tipica. Le squame dorsali sono molto carenate e disposte in 21 serie longitudinali; le squa-me ventrali sono 150 nei maschi, 132-148 nelle femmine. La livrea è molto variabile. Nei maschi, di solito, le parti superiori del corpo sono grigiastre con macchiature nere, mentre le femmine possono essere brunastre o rossicce, con una maculatura nera ma meno intensa; sono noti anche, soprattutto nel Trentino, marassi a livrea uniforme, nerastri o decisamente neri. Anche le parti inferiori del corpo hanno colorazione varia, per lo piú grigiastra o brunastra o bluastra, con piccole macchie chiare lungo i lati. La gola è sempre chiara e l’apice della coda è giallo o aranciato. Pu te vario è l’habitat, sicché il marasso è reperibile sia nelle zone sassose che in quelle erbose, nei boschi, sulle rive dei fiumi e dei torrenti, nelle zone umide ed anche in quelle impaludate. E’ reperibile in pianura come in montagna sino a circa 3000 m. di altitudine. I suoi costumi di vita non differiscono sostanzialmente da quelli delle altre nostre vipere.

Inconfondibile, come già si è detto, è la vipera dal corno, che si riconosce a prima vista per il cornetto che si eleva dall’apice del suo muso. Questa specie, che misura in lunghezza circa 60 cm., è diffusa nell’Europa orientale, nel Caucaso, in Asia Minore ed in Siria. Da noi è comune nel Carso e talvolta reperibile anche nel Bellunese, nel Friuli e in Alto Adige. Propria del versante orientale del Gran Sasso è invece vipera ursinii, diffusa anche in pochi distretti della Francia e piú comune invece in Austria, Iugoslavia, Ungheria, Romania e Bulgaria.

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Michelle

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