Come curare l'endometriosi

Come curare l’endometriosi

L’endometriosi è una vera e propria malattia ginecologica che se non diagnostica e curata per tempo può portare a conseguenze addirittura più preoccupanti della sintomatologia, come l’infertilità, gravidanze extrauterine e tumori ovarici. Oggi, dunque, vogliamo mostrarvi come è possibile curare l’endometriosi attraverso una tempestiva e corretta diagnosi ed adeguate tipologie di cure.

Diagnosi e cure

La diagnosi dell’endometriosi è basata su alcuni esami strumentali e di laboratorio insieme ad una corretta valutazione clinica da parte del ginecologo, che dovrà prestare particolare attenzione alla descrizione dei sintomi della paziente, per poter poi eventualmente proseguire con altri livelli di indagini e decidere come intervenire terapeuticamente.
Gli esami diagnostici vanno opportunamente eseguiti durante il periodo premestruale della paziente per una migliore visibilità delle lesioni. Ecografia trans vaginale, clisma opaco e risonanza magnetica sono alcuni degli esami utili, fondamentali anche nella programmazione di un possibile intervento, ma la tecnica più indicata e certa per diagnosticare e poter curare l’endometriosi è la laparoscopia.
Un’operazione chirurgica minimamente invasiva, che consente un’osservazione diretta della gravità della lesione e di eseguire contemporaneamente una biopsia dei tessuti ritenuti sospetti, che serviranno per la diagnosi istologica.
Le cure per l’endometriosi sono principalmente farmacologiche e la terapia ha inizio dopo 6 mesi o 1 anno, da quando è stata individuata la patologia, datochè potrebbe riscontrarsi una remissione spontanea della malattia. I farmaci impiegati per curare l’endometriosi sono mirati a bloccare o diminuire il livello di estrogeni presenti in circolo, e tra questi troviamo:
Analoghi di sintesi LH-RH (Leurporelina, Triptorelina) questi farmaci lavorano a livello di ormoni secreti dall’ipofisi, interrompendone la produzione e inibendo la sintesi estrogenica da parte dell’ovaio.

Farmaci progestinici (Norethindrone, Medrossiprogesterone) derivati dal progesterone, provocano la riduzione e l’assottigliamento del tessuto endometriale, fino a causarne l’atrofia.

Antagonisti delle gonadropine (Danazolo, Gestrinone, Elagolix) derivanti degli ormoni androgeni hanno la capacità di impedire l’ovulazione e di indebolire il tessuto endometriale.

Pillole contraccettive (di nuova generazione Etinilestradio, Levonorgestel) Agisce, interrompendo l’ovulazione, diminuendo cosi i livelli di ormoni femminili, in circolo e allevia il dolore legato alla patologia.
Quando la terapia farmacologica non riesce a dare i risultati tanto auspicati per curare l’endometriosi, interviene la chirurgia. L’intervento chirurgico si basa sull’eliminazione o riduzione delle lesione provocate dal tessuto endometriale. Nella tecnica chirurgica conservativa (laparoscopia, laparotomia) vengono mantenute le strutture riproduttive, mentre nei casi più gravi (nella tecnica non conservativa) vengono necessariamente asportate, per poter sradicare completamente la malattia.

L’ importanza dell’alimentazione

Avere un’attenzione particolare all’alimentazione, può sicuramente contribuire a prevenire e contrastare l’endometriosi, seguendo alcune semplici regole
1- Aumentare il consumo di determinati alimenti come:

Gli acidi grassi omega 3: contenuti nel pesce e in alcuni semi oleosi che consentono di ridurre il rischio d’insorgenza della patologia, prevenendone anche l’aggravamento, dacché diminuiscono i livelli di prostaglandine: intermediari responsabili dell’infiammazione.
Le fibre: contenute nella frutta, verdure, cereali integrali che contribuiscono a migliorare la funzione intestinale e alla riduzione dei livelli plasmatici di estrogeni

2- Evitare il consumo di cibi come:

Soia, carne rossa e latticini (che rischiano di aumentare la formazione di prostaglandine ed estrogeni)

3- Limitare il consumo di alimenti:

Istamino-liberatori come le fragole, formaggi fermentati, cioccolato e pomodori, che potrebbero aumentare il rischio d insorgenza e infiammazione della patologia.

About the author

Michelle

View all posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *