Combattere i tremori con la dieta

Dosando bene i cibi è possibile attenuare i sintomi del Morbo di Parkinson, favorendo l’effetto di farmaci come la levodopa.

I sintomi dei tremori

Osserviamo questi quattro sintomi principali: tremore di mani, braccia, gambe, mascella; rigidità di arti e tronco; bradicinesia, ovvero movimenti lenti; equilibrio debole con instabilità di posizione. Ecco, in questo caso si è quasi certamente in presenza della malattia neurovegetativa nota col nome di Morbo di Parkinson. Questa malattia colpisce in particolare alcune strutture del sistema nervoso centrale specialmente ne risente la produzione di dopamina, che ha un ruolo particolare nel controllo dei movimenti corporei. Seguendo una giusta e adeguata dieta, però, si possono migliorare gli invalidanti sintomi di tremori e scatti improvvisi.
Attenzione ai grassi. Chi scrive, già da molti anni assieme al collega Pincus della Jefferson University di Philadelphia, ha validato un regime alimentare basato su una dieta ipoproteica con non più di 7 grammi di proteine a pranzo e poi normoproteica a cena. I pasti, infatti, possono interferire con l’efficacia dei farmaci per questo morbo La levodopa è un amminoacido neutro che, per essere assorbito e arrivare al cervello, ha bisogno di essere aiutato metabolicamente; ma più si ferma nello stomaco più viene degradato dagli enzimi gastrici e si inattiva parzialmente, perdendo gran parte della sua efficacia. Occorre assumere cibi che aumentino la velocità di svuotamento dello stomaco come, ad esempio, proteine, carboidrati e fibre, mentre invece i grassi rallentano molto lo svuotamento gastrico. Anche la stipsi può influire sfavorevolmente sulla quantità di farmaco assorbito, per cui è necessario avere un transito intestinale regolare. Il rischio di superare la quota proteica si ha tra prima colazione, spuntino di metà mattina e pranzo. Infatti, latte e latticini del mattino più carne, pesce, uova o formaggi a pranzo, fanno aumentare la quantità di proteine oltre i 7 grammi previsti al mattino dal nostro regime dietetico. In questo modo si ottiene un minore assorbimento della levodopa, che comporta un aggravamento dei cosiddetti fenomeni ‘on-off’ con tremori e scatti frequenti, che invece diminuiscono sensibilmente se non si superano i 7 grammi di proteine al mattino. Tutto ciò dimostra che una dieta a limitato uso di proteine, ben distribuite nell’arco della giornata può migliorare l’efficacia della levodopa nei pazienti affetti dal Parkinson.

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Michelle

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