Come comportarsi in caso di attentato terroristico

Attentato terroristico: come comportarsi?

In questi ultimi tempi l’intera popolazione mondiale è sempre più soggetta a vili atti terroristici lasciando milioni di persone in preda a paura e sgomento. A tal proposito, l’intera rete dei Governi di tutto il mondo sta correndo ai ripari tracciando delle linee-guida allo scopo di aiutare i cittadini in caso di attentati terroristici. Scopriamo tutto ciò che c’è da sapere, cosa fare e cosa non fare in tali circostanze.

Cosa fare in caso di attentato terroristico

11 Settembre 2001: una data che sicuramente nessuno dimenticherà mai. L’attacco alle Torri Gemelle ha stravolto letteralmente le nostre vite condizionando il nostro modo di pensare e vedere le cose e tutto ciò che ci circonda. Dopo questo tragico evento tutto è cambiato, completamente. Infatti questa data rappresenta l’inizio di una “nuova era”, drammatica, crudele e sanguinosa, con un susseguirsi repentino di nuovi attentati prima al Charlie Hebdo, poi al Bataclan e poi ancora Bruxelles, Tunisia e Nizza, seminando morti e alimentando sempre di più la paura e il timore tra la gente.

Purtroppo questo pericolo è reale e tangibile e ogni giorno i mass-media e le svariate testate giornalistiche riportano le ultime novità su tali minacce. Anche la Farnesina svolge un ruolo attivo comunicando in tempo reale 24 ore al giorno notizie e consigli utili per tutelare e proteggere chi è in viaggio da situazioni e stati di pericolo.

La maggior parte della popolazione mondiale ormai vive con l’angoscia che qualcosa di brutto possa accadere da un momento all’altro in qualsiasi posto, per strada, in un museo, a un concerto del nostro cantante preferito o all’interno di locali pubblici.

Anche se viviamo nell’imprevedibilità del momento, tutto questo non deve scoraggiarci . La nostra libertà, la gioia di vivere e divertirsi, la serenità della vita, le uscite non devono non devono essere sopraffatte da questa isteria opprimente degli attentati. Bisogna avere gli occhi aperti e sempre vigili affidarci alle forze dell’ordine e ai servizi di intelligence militare che sono sempre allerta e in collaborazione con i cittadini.

A questo riguardo, i Governi si stanno attivando per sviluppare un protocollo con punti-chiave e principi-guida al fine di operare, con la massima efficacia ed efficienza, nella confusione che si crea dopo un evento terroristico. Scopriamo quali sono all’atto “pratico” le misure e la condotta da seguire immaginando di essere coinvolti nel caos di un attacco terroristico.

Conosciamo tutti il tragico evento accaduto nel novembre 2015 presso il Teatro Bataclan di Parigi dove un gruppo di terroristi di matrice islamica ha sparato alla cieca su una folla indifesa causando la morte di 93 persone. In quel caso, quasi nessuno di noi avrebbe avuto la lucidità di reagire davanti a un evento così terrificante, ma secondo l’intelligence britannica in una situazione analoga bisogna interagire in questo modo:

  • Individuare la prima uscita di sicurezza e correre, se possibile
  • Cercare di trovare una via di fuga coinvolgendo le altre persone del gruppo
  • Se impossibilitati nella fuga, cercare un luogo dove nascondersi da cui è possibile proteggersi dai proiettili in caso di attacco.
  • Se non vi è possibilità di uscire, impostare la modalità “silenziosa” sul cellulare dopo aver chiesto aiuto alle autorità competenti.
  • Fingersi morti potrebbe essere un’arma a doppio taglio. La soluzione ideale è sempre quella della fuga e, ove non sia possibile, ripararsi in un luogo sicuro “a prova di proiettili”.
  • Quando si entra in locale chiuso è buona abitudine individuare le uscite di sicurezza più vicine, infatti molti superstiti del Bataclan si sono salvati per aver adottato questa precauzione.

Nell’ipotesi di fuga all’esterno del locale, una volta in strada mantenere possibilmente la calma, aiutare le persone ferite e chiedere immediatamente soccorso agli organi competenti (polizia e ambulanza) spiegando in modo dettagliato l’intera situazione.

Infine, è indispensabile bloccare il maggior numero di taxi in modo da far trasportare i feriti nei centri ospedalieri più vicini evitando di unirsi a loro e ai soccorritori per non ostruire le operazioni di salvataggio.

 

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Michelle

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