alimentazione in gravidanza

Alimentazione e gravidanza, rapporti di causa ed effetto

Molte delle informazioni che si davano nei decenni passate alle donne incinte, circa i problemi dell’alimentazione durante la gravidanza, erano spesso prive di referenze scientifiche provate, mal supportate da ipotesi mai verificate che però facevano presa per il solo fatto di diffondersi per “saggezza popolare”. Come la conoscenza si è allargata, grazie all’acquisizione di nuovi strumenti di indagine, così è successo alle raccomandazioni e ai consigli da dare alle donne in stato interessante su come alimentarsi. 

Certi risultati di ricerche e esperimenti sono molto avanzati, altri sembrano segreti ben conservati. Un certo numero di dati e numeri relativi alla nutrizione, se correttamente interpretati possono aumentare le possibilità di concepimento, migliorando la fertilità dell’uomo e della donna. Sono regole generali, che nel momento di una gravidanza però vanno focalizzate, rese più precise. E’ molto chiaro oggi che un feto in crescita è vulnerabile e sensibile all’energia e ai nutrienti che riceve dalla madre e che un eccessivo carico di vitamine e minerali da integratori per la gravidanza possa risultare pericoloso, se non seguito dal medico, misurando attentamente la dieta.

Integratori e vitamine con attenzione

E’ noto per esempio che la somministrazione di alcune vitamine di una donna, come l’acido folico, la vitamina D, la vitamina A, è pericolosa nei primi stadi della gravidanza perché può causare malformazioni nel bambino. Quanto pesa debba guadagnare una donna incinta e in quale tempo ha la sua importanza e provoca degli effetti, portano per esempio a una nascita prematura, che incide sulla salute e la taglia del piccolo.

Conoscere le malattie croniche

Queste conoscenze si rivelano poi importanti quando si debba calcolare il rischio di contrarre malattie croniche, derivanti da infiammazioni o dal sistema immunitario o dal metabolismo. Sembra che la predisposizione a malattia cardiache, del metabolismo come il diabete, all’ipertensione e a un numero di altre malattie e disordini, siano programmate e conseguenza di una inadeguata fornitura di energia e nutrienti durante la gestazione e la prima infanzia. Un numero sempre più evidente di prove indica che un feto ben nutrito, un neonato adeguatamente alimentato abbassi il rischio di contrarre queste malattie croniche durante l’età adulta.

Il fattore genetico e l’alimentazione

Importanti passi avanti sull’alimentazione in gravidanza sono stati fatti conoscendo le interazioni tra i nutrienti e i geni. Raramente il fattore genetico è l’unico a determinare l’insorgere di una malattia, ci vogliono dei fattori concomitanti che aumentino il rischio. In ogni caso conoscere la mappatura genetica, studiare la storia familiare e rispondere adeguatamente durante la gestazione, intervenendo sul rischio per esempio di contrarre il diabete e di quanto esso sia suscettibile di influenzare il futuro del feto. Lo stesso vale per l’alcol e gli effetti sul lungo termine sulla salute del bambino e soprattutto durante la crescita, se possa o non possa manifestare delle malattie.

Per concludere, studiare l’alimentazione in gravidanza significa poter intervenire fattivamente sulla salute della madre e del bambino, creando le condizioni per una conoscenza più vasta della crescita, dell’allattamento e di come la nutrizione influisca sui fattori di sviluppo.

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Edoardo

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