La medicina legale

La medicina legale rappresenta quella branca della scienza che studia ed analizza tutti i rapporti che corrono tra l'ambito medico e quello giuridico. In generale, analogamente a quanto accade per la medicina sociale, anche la medicina legale fa parte della sfera pubblica.

La medicina legale si può suddividere in due rami particolari:

  1. Medicina giuridica. Questo ramo è finalizzato allo studio delle norme legislative applicate alla medicina;
  2. Medicina forense. In questo caso è la medicina che viene utilizzata per accertare e valutare situazioni che hanno un'importante valenza giuridica.

La storia della medicina legale

La medicina legale è nata e si è sviluppata di pari passo con la medicina tradizionale. La sua evoluzione si è consolidata e sviluppata nel tempo in tutti gli stati in cui si moltiplicavano norme giuridiche che - in qualche modo - potevano avere una relazione con la sfera medica. I giuristi, da sempre, hanno utilizzato delle nozioni mediche per elaborare norme giuridiche. La storia della medicina legale, in effetti, ha origini molto antiche: l'inizio, molto probabilmente, è datato in Egitto intorno al 2750 a.C. Già nell'antico Egitto, in effetti, i medici che commettevano errori causando problemi ai pazienti erano obbligati a pagare dei risarcimenti per le lesioni provocate.

La medicina legale conosce il suo primo vero codice intorno al 1728 quando fu pubblicato l'ormai noto Codice di Hammurabi. All'interno del testo era scritto chiaramente che un medico che commettesse errori provocando lesioni o addirittura la morte del paziente avrebbe dovuto risarcire la famiglia con un compenso in denaro oppure con una punizione fisica. Proprio nel Codice di Hammurabi, in effetti, c'è scritto che se un medico dovesse provocare lesioni o morte ad un paziente dopo un intervento con le lame di bronzo, per punizione avrebbe subito il taglio della mano. Anche il popolo ebreo, nel corso della storia, è diventato famoso per le norme severe che si applicavano nei confronti dei medici che operavano in cattive condizioni igieniche. Tuttavia, è solo nell'antica Grecia che nascono effettivamente le norme etiche che - ancora oggi - sono valide per quanto riguarda l'applicazione della legge alla medicina. E' nell'antica Grecia, infatti, che nasce il famoso codice di Ippocrate a cui ancora oggi è necessario prestare giuramento quando si consegue la laurea in Medicina.

La medicina legale nell'Antica Roma

La storia di Roma è nota, tra le altre cose, anche per le migliaia di leggi che furono scritte durante il glorioso impero. Tutte le norme erano finalizzate a regolare il comportamento dei cittadini e le regole che, anno dopo anno, si andavano scrivendo dovevano essere rispettate da tutti nella consapevolezza che per ogni violazione di norma c'era sempre una corrispettiva pena da pagare.

Naturalmente, anche la medicina cominciava ad esigere la scrittura di leggi particolari. Nelle occasioni in cui si verificavano delle morti sospette, ad esempio durante la gravidanza o proprio in occasione del parto, i giuristi romani si interrogavano sulle responsabilità del medico elaborando leggi che potessero in qualche modo tutelare, se non direttamente il paziente, almeno i suoi familiari in caso di lesioni subite o addirittura di morte. Per questo motivo le norme del diritto civile e penale molto presto furono applicate anche alla medicina con lo scopo di garantire ai cittadini una giustizia effettiva in qualsiasi ambito umano. Nell'Antica Roma, tuttavia, non furono scritte delle leggi di vera e propria medicina legale; tuttavia, ne esistevano moltissime che - per essere applicate e comprese - richiedevano competenze mediche poichè direttamente riguardavano gli eventi 'giuridicamente rilevanti' che accadevano in ambito medico. Il primo caso di medicina legale applicata nell'Antica Roma c'è stato in occasione dell'assassinio di Cesare. In quel caso, i giuristi non avevano a disposizione norme di medicina legale eppure delle vicende giuridiche furono spiegate mediante questioni sanitarie. Tuttavia, le leggi che ospitavano questioni mediche esistevano, se pur indirettamente.

Nella legge Cornelia, ad esempio, si parlava di aborto e delle possibili punizioni a cui si andava incontro in tal caso; al contrario nella norma riferita a Numa Pompilio, l'attenzione giuridica era riferita a tutti gli interventi necessari nel caso di parto cesareo. Uno dei casi più frequenti in cui veniva richiesto dai giuristi il parere dei medici era nelle occasioni di morti per avvelenamento. Quando un giudice romano nutriva il sospetto che un soggetto fosse stato vittima di venificio, richiedeva automaticamente il parere del medico. Questo accadeva perchè il giudice era convinto che in qualche modo il medico potesse avere la prova dell'avvenuto avvelenamento; una delle credenze più strane, ad esempio, era legata all'idea che il cuore di un uomo avvelenato non si potesse bruciare in un rogo. Singolare fu il caso della legge Aquilia, in cui il parere del medico veniva richiesto per stabilire la volontarietà di un omicidio. In sostanza, secondo il giudice il medico aveva la possibilità di capire la morte di un soggetto fosse stata causata esclusivamente dai colpi del suo assassinio oppure poteva essere  causata da altri fattori in qualche modo slegati dalle ferite subite. Nel caso dell'assassinio di cesare, ad esempio, il medico Antisio stabilì che tra tutti i colpi di crivella che avaveno raggiunto il corpo di Cesare, soltanto uno ne provocò la morte.

Galeno

Claudio Galeno fu medico alla corte dell'imperatore Marco Aurelio, del quale ebbe in cura anche li figlio Commodo. Seguace di studioso nella medicina, si avvalse della vivisezione su animali, dando un contributo assai originale per gli studi sul funzionamento del sistema nervoso, sul cervello, sul cuore e sul fegato. Allora era in voga la dottrina dei quattro temperamenti — sanguigno, flemmatico, melanconico, collerico — la cui buona funzione umorale, detta eucrasia, da la salute, mentre la loro cattiva funzione é causa di malattie: queste dovevano essere combattute con antidoti. Galeno peraltro é stato uno strenuo diffusore dei medicamenti, di cui fece largo uso: tra essi fu in voga la theriaca, il cui impiego e la cui fama arrivarono fino ai tempi moderni.

Ad ogni medicamento Galeno attribuiva una caratteristica umorale, e la sua terapia si basa sul contraria contrariis. Scrisse moltissimi libri: se ne conoscono ben 400, sebbene a noi ne siano pervenuti soltanto 108. I più importanti sono: Ricerche Anatomiche; Le funzioni degli organi del corpo umano; Gli insegnamenti di Ippocrate e di Platone; Sulle forze naturali; L'arte Medica; Metodo terapeutico. Fu senza dubbio il medico più illustre di tutta l'antichità, dopo Ippocrate. Nelle sue opere si dimostrò un teologo convinto che vide nella natura la concatenazione delle cause che risalgono fino ad una Intelligenza creatrice: nello studio del corpo umano ci fa comprendere l'eccellenza dello spirito che domina sul mondo. Galeno conobbe i cristiani e di essi fa cenno in due passi dell'opera Sul polso. Parlando di essi in un'altra opera dice: "Agiscono di tanto in tanto come veri filosofi. Abbiamo sotto gli occhi il loro disprezzo della morte. Una specie di pudore ispira loro l'allontanamento dall'uso dell'amore. Vi sono tra loro donne e uomini che si sono astenuti durante tutta la vita dall'unione sessuale. E vi sono altri che grazie alla direzione e disciplina dell'anima e una rigorosa applicazione, non la cedono al veri filosofi". Comunque il suo indirizzo può definirsi un aristotelismo eclettico. L'influsso dl Aristotele è evidente soprattutto nella sua logica, nella fisica e nella metafisica, mentre è incline al platonismo nella psicologia, ma dove giganteggia veramente e nella fisiologia vera e propria.